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INDICAZIONI PROGRAMMATICHE GENERALI
AREA LINGUISTICO-ARTISTICO-ESPRESSIVA
Italiano
1° anno: di raccordo con la scuola dell’infanzia
Presentazione delle lettere dell’alfabeto: dall’immagine alla scrittura. Avviamento alla lettura.
Filastrocche e poesie adatte al consolidamento dei fonemi della lingua.
Racconto di fiabe europee.
I biennio (2° e 3° anno)
Suoni speciali, sillabazioni, passaggio dalla parola alla frase. Filastrocche e poesie legate alle tematiche dell’anno. Dettati e riassunti orali tratti da racconti tematici. Primi componimenti scritti su esperienze personali.
Grammatica: verbo, nome ed aggettivo. Uso della punteggiatura.
Racconti e letture sul mondo degli animali, sulle leggende dei santi e degli antichi popoli.
II biennio (4° e 5° anno)
Sviluppo della sensibilità per la bellezza del linguaggio. Componimenti descrittivi, riassunti scritti e dettati. Poesie e brani di recitazione con allitterazioni e con l’uso di metriche diverse.
Grammatica: le nove parti del discorso, variabili ed invariabili. Coniugazione di tutti i modi e tempi del verbo: forma attiva, passiva e riflessiva. Discorso diretto ed indiretto. Analisi grammaticale.
Racconti e letture sulle tematiche principali dell’anno ( geografia, storia, scienze naturali).
III biennio (6° e 7° anno)
Dalla bellezza alla potenza della parola parlata: esercizi di fluidità, articolazione ed espressività. Componimenti scritti più articolati e di vario genere, ad esempio lettere commerciali e personali, poesie.
Grammatica: verbi transitivi ed intransitivi, analisi logica (soggetto, predicato, complemento, attributo ed apposizione). I primi rudimenti della lingua latina.
Dal racconto alla letteratura: epica classica, dal latinismo alle origini della lingua italiana. Letteratura poetica e narrativa dal 1200 al 1700. Viene dato rilievo alle biografie degli autori.
8° anno: di orientamento
Personalizzazione del linguaggio attraverso esercizi di stile di svariato genere: forme retoriche.
Componimenti strutturati per accogliere contenuti più complessi e stili diversificati. Capacità di esprimere le proprie opinioni sia scritte che orali, possibilmente in contesti diversi, al fine di sviluppare una certa sensibilità stilistica. Comprensione, interpretazione ed elaborazione autonoma di testi provenienti da fonti diverse compreso quelli di origine digitale.
Grammatica: analisi del periodo. Metrica poetica.
Letteratura: dal ‘700 al ‘900 - la poesia, il teatro, il romanzo storico e letterario.
Recitazione e teatro
Fin dalle prime classi viene dato particolare rilievo alla lingua parlata e alla recitazione. Un bambino che quotidianamente ascolta ed esercita con naturalezza un linguaggio espressivo, artistico, acquisisce un lessico ricco ed appropriato, scandisce con gusto le parole e formula spontaneamente costruzioni sintattiche corrette.
Tutti i giorni, all’apertura della mattinata, la classe si ritrova per recitare ed interpretare attivamente, dapprima insieme, poi a gruppi ed infine individualmente, poesie e testi di prosa inerenti alla disciplina dell’”epoca” corrente. Questi lavori vengono poi presentati in occasione delle Feste del Mese (vedi PEI).
Periodicamente, ogni classe prepara una rappresentazione teatrale. In questi allestimenti viene data importanza non tanto al prodotto finito, quanto al processo di elaborazione della recita da parte della classe, poiché tutti i bambini, anche i più deboli, ricevono un grande beneficio da questa esperienza. Spesso si destano talenti insospettati, che permettono loro di migliorare l’autostima e di guadagnare prestigio agli occhi dei compagni.
Grande importanza nella vita della scuola riveste l’annuale recita dell’VIII classe, ma anche le rappresentazione delle classi più piccole vengono attese dagli altri alunni con entusiasmo.
Lingue comunitarie
1° anno: di raccordo con la scuola dell’infanzia
I biennio (2° e 3° anno)
L’insegnamento delle lingue straniere nei primi tre anni di scuola è esclusivamente orale. Il bambino apprende prevalentemente attraverso l’imitazione. Le attività sono tratte in larga misura dalle tradizioni infantili del popolo: poesie, filastrocche, canti, giochi.
Lessico di base con un primo approccio a minidialoghi.
II biennio (4° e 5° anno)
Avviamento alla scrittura e alla lettura del bagaglio orale già posseduto.
Ampliamento del lessico attraverso dialoghi, scenette, racconti, poesie, canti.
Prime nozioni di grammatica.
III biennio (6° e 7° anno)
In generale: ampliamento ed approfondimento delle strutture grammaticali e delle funzioni comunicative. Conoscenza della geografia del paese e familiarizzazione con le abitudini del popolo e le usanze tradizionali;
Inglese: lettura e comprensione di testi relativamente lunghi; descrizione di esperienze personali.
Spagnolo: lettura e comprensione di testi relativamente lunghi; produzione di brevi testi e lettere relativi alla sfera personale.
8° anno: di orientamento
Ulteriore sviluppo delle tematiche fin qui approfondite; componimento di brevi testi e lettere attinenti alla sfera personale. Inglese e Spagnolo: ulteriore sviluppo delle tematiche degli anni precedenti, parallelamente al componimento di riassunti relativi a brani letterari o testi collegati alle civiltà studiate.
Musica
Nella pedagogia Steiner-Waldorf viene assegnato alla musica un ruolo di rilievo per la sua importanza nell’educazione sociale e morale dell’uomo. Al di là delle lezioni di educazione musicale, il canto e l’esecuzione strumentale vengono praticati quotidianamente all’apertura della giornata. Inoltre, si esalta l’interdisciplinarità della musica in due direzioni: da una parte è coadiuvante nelle aree espressive di discipline come le lingue, l’euritmia, il teatro; dall’altra, il bagaglio culturale musicale arricchisce l’approccio degli alunni a discipline come la geografia, la storia, la letteratura, l’educazione alla cittadinanza.
1° anno: di raccordo con la scuola dell’infanzia
I biennio (2° e 3° anno)
Educazione all’ascolto attraverso l’uso della voce, del corpo e di semplici strumenti melodici e percussivi tratti prevalentemente dalla natura. Discernimento di timbri, altezze e ritmi.
Pratica del flauto pentatonico nei primi due anni e del flauto diatonico soprano nel terzo anno.
Canti pentatonici e diatonici legati alle stagioni dell’anno e alle tematiche degli altri insegnamenti nella classe (per es. animali in II cl., mestieri in III cl.). Introduzione del canone nel 3° anno.
Danze e giochi cantati legati alle tradizioni popolari infantili.
Nel 3° anno, avviamento alla notazione musicale attraverso forme grafiche primitive di rappresentazione di melodie e ritmi.
II biennio (4° e 5° anno)
Proseguimento del canto, del flauto e delle percussioni anche a due, poi tre voci. Integrazione di altri strumenti. Musiche tratte dal repertorio classico e popolare italiano.
Scrittura e lettura della notazione tradizionale. Avviamento alla conoscenza delle basi della teoria.
III biennio (6° e 7° anno)
Consolidamento del canto corale a tre voci e della musica d’insieme. Il repertorio si sviluppa principalmente in linea con il programma di storia, di letteratura, di storia dell’arte e della musica. Inoltre, si imparano canti e danze delle popolazioni delle aree studiate in geografia. Approfondimento ed ampliamento della teoria. Storia della musica, seguendo il percorso di insegnamento della storia, anche attraverso il racconto delle biografie di grandi compositori e l’ascolto delle loro opere.
8° anno: di orientamento
Canto corale a tre e quattro voci. Musica d’insieme. Partendo dal Classicismo, il repertorio si avvicina alle forme musicali sviluppatesi nel secolo XX in Europa e nelle Americhe.
Approfondimento ed ampliamento della teoria.
Proseguimento della storia della musica.
Arte e immagine - pittura, disegno e modellaggio
1° anno: di raccordo con la scuola dell’infanzia
Con la pittura ad acquerello su carta bagnata si sviluppa sensibilità per il colore in sé, sperimentando accordi e contrasti di colore a prescindere dalla forma.
Si propone la produzione di disegni che richiamino le immagini dei racconti fatti in classe, partendo dall’osservazione e imitazione di disegni realizzati dall’insegnante per arrivare a realizzazioni autonome.
Modellaggio di cera naturale o colorata per creare semplici forme collegate alla natura e alle stagioni.
I biennio (2° e 3° classe)
Tutto ciò che è stato avviato nella prima classe viene sviluppato in modo che il bambino viva più pienamente nell’elemento plastico-pittorico.
Nella pittura si sviluppa la capacità tecnica di mescolare i colori e sensibilità per le sfumature, creando atmosfere di colore che si avvicinano a forme e paesaggi.
Nel disegno si passa dall’uso dell’imitazione allo sviluppo della fantasia creativa.
Nel modellaggio si sviluppa ulteriormente la capacità di plasmare forme, passando gradualmente dall’uso della cera a quello della creta.
II biennio (4° e 5° classe)
Nella pittura il colore diventa mezzo espressivo per rappresentare atmosfere stagionali, paesaggi geografici, animali, piante o personaggi; ogni forma nasce però dall’incontro tra i colori e non viene disegnata o predeterminata.
Nel disegno figurativo si affina la capacità di osservare, riprodurre e produrre immagini inerenti alle materie di insegnamento, anche come illustrazioni dei “quaderni di studio”. Si utilizzano tecniche e strumenti diversi e ci si avvicina gradualmente allo studio delle opere d’arte antiche.
Si propone la riproduzione di motivi celtici, intrecci longobardi e forme decorative legate all’arte cretese, micenea e greca.
Con la creta si prosegue il percorso iniziato in terza, sviluppando la capacità di plasmare animali, personaggi, plastici legati allo studio del paesaggio geografico o elementi dell’architettura collegati al periodo storico studiato (capitelli, colonne, templi…).
III biennio (6° e 7°classe)
Tramite lo studio delle arti si cerca di sviluppare le potenzialità del preadolescente attraverso esperienze di carattere espressivo e creativo.
Nella pittura si sperimenta l’acquerello nelle diversi tecniche: carta bagnata, carta asciutta, velatura. Si sviluppano le capacità artistiche attraverso esercizi sugli ambienti naturali, sulle atmosfere delle diverse fasi del giorno, creazioni di carte geografiche, esercizi legati alla mineralogia, astronomia o botanica, trasposizioni di immagini dal mondo della poesia o della prosa in quello pittorico.
Nel disegno si cura sempre più la comprensione e la cura per l’aspetto estetico, sviluppando negli esercizi l’elemento artistico. Si propongono studi delle proiezioni e delle ombre, a mano libera o con gli strumenti necessari, utilizzando matite e carboncino, anche attraverso la copia dal vero di oggetti. Si studia la prospettiva, si creano paesaggi con la tecnica del chiaroscuro, si osservano e si riproducono immagini artistiche collegate allo studio della storia e della storia dell’arte, attraverso l’uso di tecniche e materiali diversi (matite, gessetti, pastelli a olio o a cera, carboncino…).
Con la creta e il legno si fanno esperienze di concavo e convesso, quali primarie qualità dell’elemento plastico; si creano forme di animali, forme geometriche solide, tipi di case e villaggi.
8° anno: di orientamento
Pittura, modellaggio e disegno vengono esercitati con una tecnica ed una sensibilità artistica ormai acquisite, in collegamento allo studio delle opere d’arte più significative degli ultimi due secoli, ai contenuti della storia e della letteratura. L’arte è intesa anche come mezzo di espressione dei propri sentimenti e come esperienza di carattere creativo. Si fa esperienza, nel disegno e nel modellaggio, nella riproduzione della figura umana, quale possibilità espressiva della percezione della propria corporeità.
Storia dell’arte
L’insegnamento della storia dell’arte viene impartito a partire dal II biennio, seguendo due direttrici. Da una parte accompagna trasversalmente la storia e la letteratura nel suo sviluppo temporale, caratterizzandone alcuni passaggi epocali, dalle antiche civiltà, al mondo greco, romanico, gotico, rinascimentale, barocco, neoclassico, romantico, fino a tutto il ‘900. Dall’altra, le conoscenze così acquisite vengono fecondate dall’esperienza della pratica artistica, sia pittorica che scultorea, in modo che l’alunno possa sperimentare direttamente il rapporto tra contenuto espressivo e forma nello sviluppo dell’arte nella civiltà occidentale.
Corpo movimento sport
Euritmia
L’euritmia è un’arte del movimento che rende visibile la parola e la musica. I suoni del linguaggio e della musica, il ritmo e l’armonia vengono espressi attraverso sottili movimenti del corpo e attraverso forme create dagli spostamenti degli esecutori nello spazio. La pratica di quest’arte è di grande sostegno allo sviluppo psico-fisico degli alunni e offre molti punti di incontro interdisciplinare con gli altri insegnamenti impartiti: la geometria, la musica, la letteratura, per esempio. E’ una disciplina curricolare per tutti gli anni della scuola Steiner-Waldorf.
1° anno: di raccordo con la scuola dell’infanzia
Il cerchio. Percezione della differenza tra linea curva e linea retta. Ci si serve di poesie, filastrocche o brevi fiabe, nelle quali è presente l’elemento ritmico che si evidenzia alternando passi lunghi e brevi.
I biennio (2° e 3° anno)
Il cerchio: forme più complesse. Sviluppo della lateralità: destra-sinistra, davanti-dietro. Lavoro a gruppi, lavoro a coppie. Si porta il bambino dall’imitazione verso il movimento autonomo.
II biennio (4° e 5° anno)
Posizione frontale. Prime forme geometriche nel quadrato, poi forme geometriche dinamiche. Rappresentazione euritmica dei fonemi dell’alfabeto. Direzione del movimento e gesti euritmici. Gestualità musicale.
III biennio (6° e 7° anno)
Le forme e le leggi dinamiche. I gesti euritmici e i gesti dell’anima. Le forme apollinee. Gli intervalli musicali. Preparazione di una fiaba. Si richiede una sempre maggiore autocoscienza dell’alunno, il quale deve riuscire ad inserire armonicamente il proprio movimento nel flusso euritmico del gruppo.
8° anno: di orientamento
Lavori con musiche romantiche e moderne e testi di prosa moderna. Forme dinamiche silenziose.
I ragazzi sono ora in grado di creare delle coreografie euritmiche per i brani musicali e recitativi proposti.
Ginnastica
1° anno: di raccordo con la scuola dell’infanzia
I biennio (2° e 3° anno)
Attività di preparazione e transizione ad esercizi ginnici più formali. Giochi ritmici e tradizionali.
Riconoscere e denominare le varie parti del corpo. Controllare la direzione del movimento e la lateralità. Collegare e coordinare il maggior numero possibile di movimenti naturali (camminare, saltare, correre, strisciare, arrampicarsi, rotolare, lanciare, afferrare ecc.). Collocarsi in posizioni diverse in rapporto ad altri e/o ad oggetti. Utilizzare il corpo e il movimento per rappresentare situazioni comunicative reali e fantastiche. Muoversi con scioltezza, disinvoltura, ritmo da solo e nel gruppo. Partecipare al gioco collettivo, rispettandone indicazioni e regole.
II biennio (4° e 5° anno)
Esercizi atti a migliorare le capacità psico-motorie degli alunni. Esercizi di equilibrio dinamico. Uso di strumenti (bacchette, palle) e attrezzi (materassini, pedana elastica).
Conoscenza dello spazio attraverso il movimento. Giochi in cerchio e di movimento libero.
Nell’ambito del progetto “Olimpiadi greche” si avviano gli alunni alla pratica del lancio del disco e del giavellotto, al salto in lungo, alla staffetta a squadre e alla lotta antica.
III biennio (6° e 7° anno)
Ginnastica con attrezzi: gli esercizi e i percorsi si evolvono via via verso una padronanza e una coscienza sempre maggiori del corpo.
Ginnastica a corpo libero: esercitazioni ritmiche, salto a squadre, capriole nelle diverse possibilità, tecniche di lancio. Movimenti acrobatici; piramidi.
Avviamento pratico alle discipline sportive e atletiche. Giochi medievali.
8° anno: di orientamento
Ginnastica con attrezzi: semplici esercizi di ginnastica classica.
Ginnastica a corpo libero: esercizi di slancio e ritorno in posizione di equilibrio, esercizi di forza-resistenza, corse di orientamento, movimenti acrobatici.
Pratiche delle discipline sportive e approfondimento degli aspetti teorici.
AREA STORICO-GEOGRAFICA
Storia
1° anno: di raccordo con la scuola dell’infanzia
Attraverso semplici racconti di fiabe o dalle indicazioni delle attività svolte o da svolgere in classe nell’arco della giornata i bambini colgono il naturale corso del tempo. L’insegnante conduce i bambini a percepire le caratteristiche principali del naturale flusso tempo, cioè ieri, oggi e domani e del tempo ciclico.
I biennio (2° e 3° anno)
L’insegnante propone attività di osservazione della natura e delle sue trasformazioni, del ciclo del giorno, la settimana, il mese, delle stagioni dell’anno. Racconti di favole di animali e della vita degli uomini maturano gradualmente nei bambini il senso del tempo.
La narrazione della storia della creazione dell’uomo, delle forma di vita sociale, la storia dei mestieri ed il paragone con la forme attuali di vita permettono al bambino lo sviluppo di un sempre più chiaro senso del tempo storico.
II biennio (4° e 5° anno)
La storia personale e familiare, la costruzione di un albero genealogico, il passato ed il presente del comune e della regione offrono ai bambini la possibilità di imparare ad orientarsi nel tempo e nello spazio.
L’insegnante presenta lo studio della storia delle grandi civiltà del passato: India, Persia Assiria, Babilonia, Egitto e l’antichità classica: Grecia. Le attività artistiche, un primo approccio alla recitazione in lingua greca antica, per esempio ed il racconto della vita di singoli uomini accompagnano e arricchiscono la comprensione dello sviluppo delle antiche culture.
III biennio (6° e 7° anno)
La capacità di comprensione del processo logico-causale è ora maturata nei ragazzi; l’apprendimento della storia è accompagnato da parte dei ragazzi, dall’intimo desiderio di comprensione dei collegamenti storici dei fatti. L’insegnante propone lo studio della storia di Roma e del Cristianesimo. Seguono poi il Medio Evo, la nascita dei Comuni ed il Rinascimento, le grandi scoperte e lo sviluppo del pensiero scientifico, dalle turbolenze del ‘600 ai presupposti per la Rivoluzione Francese, le guerre napoleoniche, fino alla Restaurazione.
Lo studio delle biografie di grandi personaggi di ogni periodo permettono ai ragazzi di immedesimarsi nelle loro esperienze di aspirazione, di gloria e di sofferenza, fino alla comprensione dell’anelito dell’uomo alla libertà.
Dallo studio si estrapolano le motivazioni sullo sfondo delle decisioni che hanno determinato i fatti storici. L’insegnante propone attività ed esercizi che permettano ai ragazzi di poter dedurre contesti storici e culturali differenti, a partire da ipotetiche decisioni diverse da quelle realmente prese da parte dei personaggi storici.
8° anno: di orientamento
La presentazione delle grandi rivoluzioni che trasformarono la vita dell’uomo è in sintonia con lo sviluppo dei ragazzi che ora hanno la necessità di comprendere la società attuale. Si presenta lo studio delle biografie dei personaggi importanti della rivoluzione industriale, le rivoluzioni europee e quella americana, permettendo ai ragazzi di cogliere gli ideali che sono alla base di questi processi storici. Presentazione del colonialismo come una risposta alle necessità di una società industriale che mira allo sviluppo economico. Le formazione degli stati europei, le due guerre mondiali e accenni agli eventi della seconda metà del XX secolo completano il percorso.
Il teatro, la musica, la storia dell’arte, le materie scientifiche e la tecnologia accompagnano lo sviluppo individuale dei ragazzi per una comprensione delle cause che hanno determinato le caratteristiche della civiltà del presente. Obiettivo ultimo di questo percorso è quello di stimolare e svegliare nel singolo individuo l’interesse per la comprensione sempre più profonda delle problematiche dell’uomo e la partecipazione ad una positiva trasformazione della realtà socio-culturale di appartenenza.
Geografia
1° anno: di raccordo con la scuola dell’infanzia
L’insegnante conduce i bambini a percepire l’ambiente naturale circostante nei suoi elementi caratterizzanti attraverso semplici passeggiate, uscite didattiche e gite.
Ha cura di portare in classe elementi della natura che siano indicativi d’ogni singola stagione, disponendoli opportunamente in modo che i bambini possano sempre osservarli.
Si scelgono sia i racconti sia le poesie da recitare insieme, in modo da far cogliere ai bambini il ritmico susseguirsi delle stagioni e da arricchire il loro linguaggio in senso geografico.
Tutto l’insegnamento della geografia passa inoltre attraverso la forza immaginativa del disegno e il bambino si orienta nello spazio del foglio per riprodurre la natura in modo ancora molto vivente.
I biennio (2° e 3° anno)
Dall’osservazione della natura nei suoi elementi costitutivi e dalla descrizione delle quattro stagioni e degli ambienti naturali, si giunge ad un primo approccio con la carta geografica realizzando la mappa dell’aula, della scuola, del percorso da casa a scuola.
Il bambino impara a riconoscere gli elementi fisici ed antropici che caratterizzano i vari tipi di paesaggio e a considerare l’intessersi dell’attività dell’uomo nell’ambiente in cui vive.
Tutto questo lavoro poggia il più possibile sia sull’esperienza diretta, sia sulle attività artistiche (plastico-pittoriche, musicali e recitative).
II biennio (4° e 5° anno)
I bambini imparano ad orientarsi nello spazio e sulle carte geografiche, utilizzando riferimenti topologici, punti cardinali e semplici strumenti.
Conoscono la propria realtà territoriale e quella della propria regione, passando attraverso il disegno a mano libera di cartine, paesaggi e ambienti naturali e la “lettura” delle cartine geografiche con i loro segni convenzionali.
Successivamente, applicano le competenze acquisite anche allo studio dell’Italia in generale, vista sia nella caratterizzazione fisica del suo territorio, sia nell’organizzazione politica, economica e sociale.
Le arti plastiche, pittoriche, musicali, recitative e gastronomiche accompagnano ed arricchiscono di continuo tutto l’insegnamento della geografia.
III biennio (6° e 7° anno)
Lo sguardo del ragazzo si amplia fino a comprendere l’immagine dell’Europa nel suo aspetto fisico, geologico, antropico, politico, socio-economico. Particolare rilievo viene dato al senso di appartenenza alla comunità europea nelle sue espressioni culturali, giuridiche ed economiche.
In seguito, dopo aver accolto l’immagine della Terra come un’unità organica e vivente, si approfondiscono gli aspetti delle fasce climatiche e degli ambienti naturali fino a giungere all’osservazione e allo studio dei continenti, iniziando dall’Asia e dall’Africa. A tal fine vengono introdotti nuovi strumenti, quali diapositive, filmati ed incontri diretti con rappresentanti di altri popoli.
Con l’accresciuta acquisizione di conoscenze legate alle risorse del suolo e del sottosuolo, si tematizzano le differenti condizioni in cui l’uomo si insedia in particolari realtà geografiche.
Continua il disegno delle cartine geografiche e la loro lettura ed interpretazione, utilizzando in modo più consapevole scale e coordinate geografiche, punti cardinali e simbologia.
8° anno: di orientamento
Si presentano i restanti continenti (America, Oceania, Poli) e se ne approfondiscono i vari contesti ambientali e socio-culturali, anche attraverso libri di lettura dai quali possono emergere i diversi costumi e tradizioni in rapporto alla rapidità con cui si evolve il fenomeno della globalizzazione. Grande peso viene dato alla capacità degli alunni di saper riflettere su temi attuali, quali la relazione tra possesso delle tecnologie e possibilità di sviluppo di un determinato tenore di vita sociale, culturale, politico ed economico.
Oltre al lavoro delle cartine geografiche, da quelle topografiche a quelle del planisfero, il ragazzo riceve aiuto e nutrimento dall’apporto di tutte le arti (plastica, pittorica, musicale, recitativa) per poter meglio comprendere le atmosfere, le peculiarità, i costumi, i valori, che ogni singola cultura porta incontro alle altre.
Vengono introdotti nuovi strumenti, quali diapositive, filmati ed incontri diretti con rappresentanti di altri popoli.
Obiettivo ultimo è quello di sviluppare la capacità di sapersi orientare autonomamente nella ricerca geografica, attraverso la scelta di strumenti adeguati e metodi formali con cui affrontare lo studio personale. L’approfondimento della geografia viene usato come strumento tanto sottile, quanto efficace per svegliare nella coscienza dell’allievo il sentimento di tolleranza e cooperazione tra i popoli.
AREA MATEMATICO-SCIENTIFICO-TECNOLOGICA
Matematica
Aritmetica
1° anno: di raccordo con la scuola dell’infanzia
Presentazione dei numeri, numerazioni ritmiche, giochi aritmetici ed avvio alle quattro operazioni.
I biennio (2° e 3° anno)
Passaggio dalle numerazioni ritmiche alle tabelline, consolidamento delle quattro operazioni con innalzamento della coscienza del numero dalle decine alle centinaia e successivamente alle migliaia. Semplici problemi. Introduzione alle misurazioni.
II biennio (4° e 5° anno)
Presentazione dei numeri decimali e delle frazioni, frazioni decimali. Introduzione delle u.d.m. ed equivalenze. Compravendita: spesa-ricavo-guadagno, peso netto -peso lordo -tara. Problemi relativi agli argomenti trattati.
III biennio ( 6° e 7° anno)
La natura delle relazioni economiche e ruolo del denaro nella vita sociale. Introduzione all’algebra attraverso il calcolo letterale. Calcolo di interesse, percentuale e sconto. I numeri primi. Criteri di divisibilità. M.C.D. e m.c.m.. Operazioni con le frazioni. Potenze, proprietà delle potenze. Espressioni, espressioni complesse con sistemi sessagesimali. Estrazione di radici. Proporzionalità diretta ed inversa. Problemi del 3 semplice. Progressioni aritmetiche e geometriche. Algebra e numeri relativi. Sezione aurea, numero di Fibonacci, riscontro del "phi" nella natura, nel cosmo, nell'arte e nelle proporzioni del corpo umano.
8° anno: di orientamento
Monomi e polinomi. Prodotti notevoli. Equazioni di I° grado ad una incognita. Pratica sugli assi cartesiani propedeutica per la geometria analitica. Funzioni e rappresentazione grafica di rette e curve; grafici di leggi tratte dalla Fisica. Elementi di statistica: media, mediana e moda. Calcolo della probabilità semplice.
Geometria
1° anno: di raccordo con la scuola dell’infanzia
Dalla sperimentazione attraverso il movimento nello spazio fisico, alla rappresentazione grafica sul foglio: esercizi di disegno legati a forme. Introduzione alle simmetrie verticali.
I biennio (2° e 3° anno)
Esercizi di disegno sulle simmetrie verticali e centrali, disegno dinamico per acquisire fluidità e scioltezza nel tratto grafico. Consolidamento del tratto geometrico: rette, spezzate, curve e miste.
II biennio (4° e 5° anno)
Dallo sperimentare forme di geometria piana al calcolo di perimetro ed area delle principali figure dei poligoni. Disegno geometrico a mano libera al fine di consolidare la sicurezza del tratto. Concetto di angolo. Sviluppo della capacità nell’osservazione di una forma geometrica di individuare enti e luoghi geometrici.
III biennio (6° e 7° anno)
Introduzione degli strumenti per il disegno geometrico. Il triangolo ed i suoi elementi. Criteri di uguaglianza, classificazioni rispetto agli angoli ed ai lati. Punti notevoli.
Circonferenza e cerchio. Angoli al centro ed alla circonferenza, corona e settore circolare. Parallelogrammi e loro proprietà. Isometrie (traslazioni, rotazioni, simmetrie centrali ed assiali).
Il teorema di Pitagora e le sue applicazioni ai vari poligoni. Guida alle dimostrazioni dei teoremi.
8° anno: di orientamento
Similitudini e relativi criteri. I teoremi di Euclide. La geometria solida: angoli, diedri ed angoloidi.
Equivalenza di solidi: principio Cavalieri. I poliedri: prisma, cubo, parallelepipedo e piramide.
I solidi di rotazione; superfici e volumi dei solidi presi in esame; somma e sottrazione di solidi.
Scienze naturali e sperimentali
Tutte le conoscenze relative alle scienze sperimentali (fisica e chimica) poggiano, dal punto di vista metodologico, sul processo: esperienza diretta di laboratorio con il personale coinvolgimento degli allievi, a cui seguono relazioni individuali, deduzioni collettive ed infine estrapolazione delle leggi che governano i fenomeni osservati.
1° anno: di raccordo con la scuola dell’infanzia
Presentazione degli ambienti: attraverso la percezione diretta, il racconto e la rappresentazione artistica. Realizzazione da parte dei bambini dell’angolo delle stagioni nell’aula.
I biennio (2° e 3° anno)
Presentazione dei quattro elementi: terra, acqua, aria, luce-calore e loro funzione, in preparazione dei contenuti del II biennio. Presentazione immaginativa del ciclo dell’acqua.
II biennio (4° e 5° anno)
Dall’osservazione delle forme di vita sul territorio circostante, alla caratterizzazione del mondo animale e vegetale in rapporto all’uomo. Relazione degli organismi viventi col loro ambiente. Osservazione e studio delle parti fondamentali delle piante crittogame e fanerogame.
III biennio (6° e 7° anno)
Geologia: la Terra come organismo vivente, ere geologiche, struttura della Terra, fenomeni tellurici e sismici, classificazione delle rocce in relazione alla formazione, idrosfera, atmosfera e fenomeni meteorologici, i climi sulla Terra e variazioni climatiche in relazione all’attività dell’uomo.
Astronomia : dall’osservazione della volta celeste all’immagine del sistema solare, i moti terrestri, la luna, eclissi ecc.
Botanica: dalla struttura della pianta alla sintesi clorofilliana
Anatomia e fisiologia umana: gli organi di senso, alimentazione ed igiene, il fenomeno delle droghe.
(Fisica) Acustica: timbro, altezza, risonanza, propagazione e velocità del suono.
Ottica: luce ed ombre, nascita del colore, propagazione della luce, la camera oscura, rifrazione ed innalzamento ottico, scissione della luce con il prisma.
Termologia: dilatazione al calore di gas, liquidi e solidi .
Magnetismo ed elettricità: il campo magnetico, polarità, magnetismo induttivo, elettrocalamita, conduttori ed isolanti, cella voltaica, la pila, la corrente elettrica.
Meccanica: le leve di I, II e III genere e loro leggi ed applicazioni.
Chimica inorganica: il processo della combustione, carburanti e comburenti, acidi e basi, il pH, metalli e non metalli, i sali, processo del calcare, estrazione sperimentale dell’idrogeno, dell’ossigeno e dell’anidride carbonica e solforosa.
8° anno: di orientamento
Anatomia e fisiologia umana: i sistemi scheletrico, nervoso, muscolare, cardiovascolare, respiratorio, digestivo e riproduttivo.
(Fisica) Idrostatica: i principi di Archimede, Pascal, Cartesio e loro applicazioni pratiche.
Aerostatica: la pressione atmosferica, il barometro di Torricelli, scale termometriche, il vuoto.
Elettricità: schemi di semplici circuiti elettrici, grandezze ed u.d.m., corrente continua ed alternata, motore elettrico, alternatore, dinamo e trasformatore.
Cinematica e Dinamica: Moto e quiete, moto rettilineo uniforme, velocità-spazio-tempo .
Chimica organica: i carboidrati, amidi, zuccheri e cellulosa. L’amido e il fuoco. Trasformazione dell’amido in zucchero. Ricerca dell’amido negli alimenti. Lo zucchero e il fuoco. Solubilità del glucosio. I grassi. Le proteine animali e vegetali. Le vitamine. I sali minerali.
Tecnologia
1° anno: di raccordo con la scuola dell’infanzia
Abilità delle mani. Lavori con lana cardata o filata, piccoli lavori di cucito. Con la lana filata si fanno catenelle, treccine, cordoncini, maglia sulle dita e poi si inizia il lavoro con i ferri. Piccoli lavori di ricamo cucendo sopra-sotto, non in orizzontale.
I Biennio (2° e 3° anno)
Portare sempre più la coscienza sulle punte delle dita, sviluppare la fine motricità, saper seguire delle indicazioni. Riconoscere le proprietà dei materiali usati e la funzione degli strumenti.
Lavoro a ferri: dritto e rovescio, diminuire o aumentare le maglie. Cucito sempre più preciso; si va verso il vero ricamo. Attività manuali varie collegate alle festività dell’anno.
II Biennio (4° e 5° anno)
Progettazione e realizzazione di lavori dove inizia ad esprimersi sempre più l’individualità.
Punto a croce con la realizzazione di libere forme simmetriche, destra-sinistra e sopra-sotto.
Lavoro a maglia, calzini fatti con i 5 ferri.
Falegnameria: produzione di scudi, spade e lance.
III Biennio (6° e 7° anno)
Molti spunti vengono offerti dall’interdisciplinarietà con altre materie: mosaico in pasta di vetro (storia), costruzione di semplici macchine leonardesche o giocattoli dotati di meccanismi semplici (fisica).
Progettazioni dei lavori, con particolare attenzione alle proporzioni ed all’armonia delle forme.
Realizzazione di un animale o una bambola previa progettazione individuale con disegno, materiali e strumenti. Lavoro con la lana infeltrita: pantofole, borse e oggetti vari.
Giardinaggio: introduzione all’agricoltura con esperienze pratiche in orto.
Falegnameria: il mazzuolo, la sgorbia. Introduzione teorica all’uso delle macchine nella lavorazione.
Disegno tecnico: la prospettiva con uno o più punti di fuga. Introduzione al disegno delle figure solide.
8° anno: di orientamento
Capacità di usare strumenti meccanici. Conoscenza dei materiali: proprietà e utilizzo.
Uso della macchina per cucire a pedale: realizzazione di semplici indumenti personali, costumi per la recita e accessori vari. Lavoro con piccoli telai; realizzazione di lavori artistici con lana cardata colorata.
Falegnameria e lavori tecnici: la ciotola, lavoro artistico con vari tipi di legni.
Sviluppo della capacità di progettare, realizzare, costruire e comporre relazioni su tutto il processo di costruzione di piccoli oggetti meccanici.
Giardinaggio: tecniche di compostaggio e sviluppo delle biotecnologie applicate all’agricoltura.
Disegno tecnico: i vari tipi di assonometrie. Sovrapposizioni di solidi. Introduzione alle proiezioni ortogonali. Quote e disegni in scala.
Energia: le sue forme ( con particolare rilievo alle rinnovabili) sue u.d.m. Concetto di lavoro. Cablaggio di semplici impianti elettrici, realizzazione di motori elettrici.
USCITE DIDATTICHE DI PARTICOLARE VALORE EDUCATIVO E DIDATTICO
III° anno: Sono previste diverse uscite didattiche per visitare fattorie, artigiani del territorio e così, conoscere ed imparare da un esperienza diretta il lavoro che svolge il contadino, il muratore, il falegname, l’apicoltore, il fabbro, il tessitore, ecc. Questo tipo di esperienze permette ai bambini di lavorare e collegare naturalmente la storia, la geografia e l’aritmetica.
IV° anno: i bambini fanno delle uscite didattiche e gite per conoscere la realtà territoriale e quella della propria regione dal punto di vista della storia e della geografia. In modo particolare si propone la visita della sede del Comune di Cittadella, il Camminamento di ronda della città murata, un esperienza di 3 giorni in una fattoria, passeggiate in montagna, valle e colline.
V° anno: Si propongono uscite didattiche collegate con lo studio della storia e della geografia. Alcuni esempi sono la visita del Museo di Arte Egizia di Torino, l’esperienza di percorrere in gommone una tratta del fiume Brenta, o quella della marcia in montagna che permette loro di realizzare i primi disegni a mano libera di cartine geografiche.
VI° anno: E’ di particolare rilievo l’uscita didattica di più giorni a Roma. I ragazzi hanno la possibilità di visitare i monumenti, le opere d’arte e architettoniche della civiltà romana, le catacombe e le chiese. La storia di Roma e del Cristianesimo possono essere vissute con intensità e in modo diretto, osservando e disegnando dal vivo diversi elementi rappresentativi di questo periodo storico-culturale. Legate alla mineralogia si effettuano visite alle Grotte di Oliero, (TN) o San Canziano (SL), alla miniera di Val dei Mocheni (TN) e lungo la riva del Brenta.
Sono previste diverse uscite per conoscere industrie nelle quali si possono osservare le trasformazioni dei metalli e minerali come fonderie, fabbriche di bottiglie, trasformazione del ferro.
Un'altra esperienza proposta è la visita a una Banca, collegata ai processi economici e finanziari che si studiano in aritmetica.
VII° anno: Sono previste uscite didattiche per conoscere una cartiera, una tipografia e una tessitura in modo che alcuni processi di trasformazione della materia collegati allo studio della chimica possano essere verificati e sperimentati in modo diretto. Uno degli obiettivi è quello di fare conoscere le problematiche ambientali e delle risorse naturali vincolate alle attività industriali.
Di grande valore didattico e formativo è l’uscita didattica a Firenze e alle cave di marmo a Carrara. Durante 5 o più giorni i ragazzi possono osservare e disegnare alcune delle più grandi sculture e opere architettoniche della città e così, comprendere in un modo “vivente” gli impulsi storici e culturali del Rinascimento. Un altra esperienza importante che completa la comprensione della storia è quella della visita del Museo della Scienza e della Tecnica a Milano.
VIII° anno:
Il lavoro svolto in classe in tecnologia, fisica, chimica, aritmetica ha un suo coronamento con l’esperienza che si svolge in una settimana nella riserva del WWF del Lago di Penne, in Abruzzo, nella quale le attività durante la giornata si dividono tra lezioni di fisica, esperienze artistiche di lavoro della ceramica, arrampicata, camminate e orientamento nella natura, esperienze con le energie alternative, l’osservazione del parco naturalistico, il rispetto del ambiente e la produzione agricola.
La visita al Museo del Risorgimento, di Vicenza e le uscite ad Asiago e Grappa sono contemplate come arricchimento dello studio della storia.
Dal punto di vista musicale, si propongono sia l’esperienza di assistere alle prove d’orchestra del Collegium Sinfonico Veneto, sia l’esperienza lirica in teatro.
LABORATORI E PROGETTI SPECIALI
III° anno
1. Progetto semina: i bambini realizzano la misurazione e semina di frumento di una frazione di campo e di un piccolo orto.
2. Progetto costruzione: i bambini vivono esperienze di lavoro collegate alla storia dei mestieri, come per esempio il disegno, la progettazione e realizzazione di una piccola costruzione in muratura, legno, ecc. imparando così il corretto utilizzo di ferramenta e strumenti di lavoro.
3. Progetto Teatro: la preparazione di una recita teatrale è un progetto che offre ai bambini la possibilità di cimentarsi nella recitazione della lingua, il movimento e il canto. L’argomento può toccare elementi storici o letterari.
III° a V° anno Progetto-Laboratorio di circo e giocoleria: attività proposta ai bambini di queste classi con due obiettivi principali: da un lato quello di stimolare, rafforzare e consolidare le capacità psicomotorie e dall’altro quello di elaborare uno spettacolo artistico di musica e movimento.
VI° anno
1. Progetto Mongolfiera: legato allo studio della fisica, i ragazzi devono realizzare e riuscire a fare volare una mongolfiera, sperimentando così gli elementi che poi verranno elaborati teoricamente in classe.
2. Progetto-Laboratorio di Ritmo: nell’ambito della Acustica (Fisica) i ragazzi sperimentano la differenza tra i suoni e i rumori. Con semplici oggetti di uso quotidiano possono vivere l’esperienza di trasformazione del rumore in suono grazie ad un lavoro di percussione e ritmo.
VII° Progetto di Astronomia: una importante esperienza è il progetto di astronomia nel quale i ragazzi si recano in un rifugio di montagna per fare l’osservazione diretta del cielo durante la notte. Scoprono così il movimento apparente dei corpi celesti ed imparano a calcolare i loro movimenti e ad elaborare una mappa con i pianeti osservabili, le principali stelle e costellazioni.
VIII° anno
1. Progetto Teatro: i ragazzi devono realizzare una recita teatrale nella quale devono elaborare la scenografia, interpretare e comporre la musica e i canti, disegnare e cucire i costumi. In questo progetto sono coinvolte quindi attività pratiche collegate alle Aree Linguistico-Artistico-Espressiva, Storico-Geografica e Matematico-Scientifico-Tecnologica. Rappresenta una vera “prova” delle capacità maturate dai giovani durante gli otto anni del percorso scolastico.
2. Lavoro Finale: un lavoro di realizzazione pratica orientata alla tecnologia e alla meccanica che implica una ricerca e approfondimento dell’argomento che i ragazzi svolgono durante l’anno scolastico. Ogni ragazzo sceglie liberamente l’argomento del proprio lavoro, approfondendolo e collegandolo alle varie materie d’insegnamento. Particolare cura viene data anche alla realizzazione dei lavori artistici e artigianali collegati all’argomento trattato. Ogni ragazzo avrà un insegnante di riferimento, chiamato tutor, e sarà affiancato da dei collaboratori che l’aiuteranno in questo suo lavoro di realizzazione pratica, approfondimento e ricerca. Il lavoro finale sarà presentato a scuola in due serate a tutti gli insegnanti e genitori.
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INTRODUZIONE
Il movimento Waldorf: la sua storia, la sua diffusione
Il movimento pedagogico steineriano ha avuto inizio con la fondazione della prima scuola Waldorf, avvenuta a Stoccarda nel 1919 per iniziativa dell’industriale Emil Molt, proprietario della fabbrica di sigarette Waldorf Astoria.
Era da poco finita la prima guerra mondiale e stava iniziando un’epoca nuova, in cui emergevano molti problemi destabilizzanti per gli assetti socio-culturali ed economico-finanziari delle nazioni europee. Questi problemi richiedevano interventi tempestivi per porre soluzioni adeguate in modo da evitare il collasso dei sistemi esistenti e l’instaurarsi di pericolosi movimenti anti-establishment delle popolazioni. L’educazione fu una delle aree in cui venne sentita più fortemente la necessità di rinnovamento.
Il signor Molt, desideroso di realizzare una scuola di tipo nuovo per i figli dei suoi dipendenti, si rivolse a Rudolf Steiner, il quale aveva già in precedenza affrontato i temi dell’educazione: egli accettò l’incarico ed organizzò l’intera scuola, cominciando con un triplo ciclo di conferenze volto a spiegare la sua pedagogia ed a preparare gli insegnanti da lui personalmente scelti.
Da questa prima scuola Waldorf partì il movimento per il rinnovamento pedagogico noto sotto questo nome, ora diffuso in tutto il mondo: esso divenne il propulsore per la fondazione di numerose altre scuole in Germania, Svizzera, Olanda, Austria, Inghilterra, nei Paesi Scandinavi, negli Stati Uniti d’America, in Argentina, Brasile, Sudafrica.
La maggior parte di tali scuole sorse dopo la morte di Rudolf Steiner, avvenuta nel 1925. Dal 1933 in poi le scuole Waldorf tedesche furono esposte agli attacchi dello stato nazionalsocialista che vedeva in esse una limitazione al proprio dispotismo totalitario. Una dopo l’altra esse furono costrette a chiudere; il movimento allora crebbe al di fuori dei confini tedeschi, talvolta con la collaborazione attiva di insegnanti emigrati dalla Germania. Durante la seconda guerra mondiale anche le scuole Waldorf in Olanda e in Norvegia subirono la stessa sorte.
Gli anni dell’immediato dopoguerra mostrarono che, nonostante le persecuzioni subite, il movimento pedagogico era rimasto ben vivo. Esso riprese a diffondersi assai più velocemente di prima, tanto che nel 1974 erano attive più di cento scuole Waldorf. Dopo il crollo del muro di Berlino e del blocco comunista molte nuove scuole sono sorte anche nell’Europa dell’Est e nelle zone asiatiche dell’ex-URSS.
Negli ultimi dieci anni si assiste ad una rapida espansione di realtà scolastiche che adottano la pedagogia Steiner-Waldorf in tutti i continenti e tutte le culture del mondo. A differenza di altre iniziative educative a livello globale che cercano di esportare modelli culturali occidentali, questa pedagogia si dimostra davvero universale, capace di essere rielaborata e applicata con successo nel rispetto di qualsiasi contesto sociale e religioso.
Esistono iniziative Waldorf nei posti più disagiati della terra: nelle favellas delle grandi città sudamericane e nelle townships del Sudafrica, in terre dilaniate da guerre civili o interetniche come Sierra Leone, Uganda, Israele, Libano, in aree destabilizzate da disordini politici come Colombia, Cecenia. Sempre più numerose sono le scuole Steiner-Waldorf in paesi di religioni e impostazioni politiche diverse: in Egitto, India, Cina, Nepal, Thailandia, Corea, per menzionarne alcuni.
Oggi le scuole dell’infanzia Steiner-Waldorf nel mondo sono milleseicento e le scuole più di mille, con una popolazione scolastica che supera il milione di allievi. Questo rapido aumento, del 500% in un ventennio, è sorprendente, se si pensa agli ostacoli di ogni genere che occorre superare per realizzare scuole di questo tipo ed alle difficoltà che il personale insegnante incontra per potersi qualificare in una metodologia del tutto particolare.
Per sostenere la diffusione della pedagogia Steiner-Waldorf e la fondazione di tante nuove realtà scolastiche e per tutelarne l’identità, sono sorti vari organismi internazionali, tra cui “Die Freunde der Erziehungskunst” (Gli amici dell’arte dell’educazione). Questa Fondazione, con sede a Berlino, si interessa direttamente delle iniziative in tutto il mondo e da anni organizza scambi culturali e progetti di volontariato. Negli ultimi anni, in collaborazione con l’UNESCO, ha creato un’equipe medico-pedagogico di pronto intervento nelle zone di emergenza bellica per il recupero psico-fisico dei bambini esposti alle sofferenze della guerra. Di recente il governo tedesco ha avviato un imponente progetto di servizio civile, volontariato e scambio internazionale per i giovani; per la realizzazione di questo progetto si è appoggiato all’esperienza e alla comprovata capacità organizzativa della fondazione “Die Freunde der Erziehungskunst”.
A livello europeo opera un organismo di coordinamento tra le federazioni nazionali delle scuole Steiner-Waldorf: lo European Council for Steiner-Waldorf Education. Attualmente rappresenta le scuole Steiner- Waldorf in 22 paesi del continente. Ha sede in Inghilterra e un ufficio a Bruxelles, le cui attività comprendono la presenza attiva in diversi gruppi di lavoro e piattaforme di consulenza per la Commissione Europea. Inoltre, lo ECSWE è chiamato a dare il suo apporto a conferenze, convegni e commissioni di ricerca pedagogica internazionali, istituiti dall’UE, dall’UNESCO o altri enti riconosciuti a livello mondiale. Lo ECSWE si adopera presso i governi nazionali e le istituzioni locali affinché vengano rese più attuali le politiche educative, in modo che si realizzi la direttiva europea per il pluralismo dell’offerta formativa in Europa, facilitando il pieno riconoscimento dei diversi indirizzi pedagogici.
Il movimento Steiner-Waldorf in Italia
In Italia la prima scuola Waldorf fu fondata a Milano alla fine degli anni ’40. Oggi consta di una scuola dell’infanzia, una scuola del primo ciclo e due indirizzi di scuola superiore: un Liceo Scientifico Sperimentale e un Istituto d’Arte.
Negli anni ’70 nacquero altre due scuole, a Roma e a Mestre (oggi ad Oriago di Mira, VE). Un impulso successivo, all’inizio degli anni ’90, portò alla fondazione di diverse scuole sul territorio nazionale: Como, Cittadella (PD), Torino, Sagrado (GO), Trento, Palermo, Gorizia, Manduria (TA), Merano (BZ), Bologna, Padova, una seconda scuola a Milano, Conegliano (TV).
Attualmente, sono attivi in Italia circa 65 scuole dell’infanzia, di cui 4 dedicate a bambini con meno di tre anni, 30 scuole del primo ciclo e 2 scuole superiori. Gli alunni sono circa 4000 e gli insegnanti intorno a 500.
Per completare il quadro dell’offerta formativa, sono 8 i corsi biennali e triennali per la formazione degli insegnanti, di cui due accreditati presso il MPI come soggetti che offrono formazione per il personale della scuola.
Nel 1992 fu fondata la Federazione delle Scuole Steiner-Waldorf in Italia, con il compito di coordinare il movimento delle scuole, di tutelarne l’identità, di sostenere la diffusione della pedagogia Steiner-Waldorf e di fungere come interlocutore diretto delle istituzioni nazionali.
In concomitanza con la maggiore autonomia concessa dal ministero centrale agli Uffici Scolastici Regionali, le associazioni per la pedagogia Steiner-Waldorf nel Veneto, onde costituirsi interlocutore unico, riconoscibile ed autorevole sul territorio, si sono riunite in una associazione regionale: l’Associazione Veneto Steiner-Waldorf.
Nel gennaio 2007 a Bardolino sul Garda, l’associazione ha organizzato il 1° convegno regionale per i genitori, i bambini, gli amministratori e gli insegnanti delle scuole Steiner-Waldorf; la presenza di 450 adulti e più di 200 bambini ha confermato l’estensione dell’entusiasmo per questa pedagogia e della convinzione della validità degli impulsi che essa porta per il rinnovamento della vita sociale.
A fine gennaio 2008 ha avuto luogo il 2° convegno regionale dell’associazione, alla scuola Steiner-Waldorf di Oriago di Mira (VE). Questa volta la manifestazione si è rivolta, in tono più formale, al mondo della scuola, della formazione e alle istituzioni in generale. Alla presenza di politici, amministratori locali, personalità del mondo scolastico ed accademico, incaricati dell’USR, si sono potute affrontare alcune grandi tematiche attuali dell’educazione, illustrare i contributi potenziali della pedagogia Steiner-Waldorf per il rinnovamento dell’educazione, e rendere nota la difficoltà esistenziale in cui versano le scuole Steiner-Waldorf in Italia a causa di una legislazione arretrata e non in sintonia con il pluralismo educativo auspicato dalle direttive europee.
A marzo del 2009 ha avuto luogo il 3° convegno regionale dell’associazione alla scuola Steiner-Waldorf di Padova. Il tema trattava la centralità dell'arte nella formazione dell'uomo e gli alunni delle scuole del Veneto hanno presentato un saggio artistico mettendo in evidenza la bellezza e creativtà delle arti presenti nel Piano di Studi.
La Scuola Waldorf “Aurora” di Cittadella (PD)
Nel 1992, un gruppo di persone di Cittadella e di altri paesi limitrofi, provenienti da svariate ricerche nel campo dell’alimentazione e della medicina naturale, hanno incontrato la Pedagogia Waldorf. Prese dall’entusiasmo per questo nuovo sistema educativo, adatto all’uomo moderno, hanno iniziato ad approfondire i fondamenti scientifico-spirituali di questa pedagogia organizzando incontri tematici, corsi artistici e conferenze. Nel frattempo, molte di queste persone, avendo figli in età scolare, si sono associate per fondare una Libera Scuola Waldorf e così realizzare la possibilità di far vivere ai loro figli e vivere loro stessi, un'esperienza scolastica basata sulle indicazioni pedagogiche di Rudolf Steiner.
Nacque così la Scuola Waldorf Aurora.
Inizialmente si costituì un "gruppo giochi", che fu ospitato nei locali dell’Associazione culturale Gramigna a Galliera Veneta. Ma, fin da subito, il numero delle famiglie interessate a questa pedagogia, iniziò a crescere, rendendo possibile l’istituzione di una vera e propria sezione di scuola materna. Man mano che aumentavano le domande d’iscrizione, la struttura ospitante non fu più sufficiente ad accogliere tutte le richieste. Allora i genitori e i responsabili della scuola trovarono nell’antica Villa Negri di via Casaretta a Cittadella, una nuova sede che, ancora oggi, nei suoi locali, in parte restaurati ed in parte ricostruiti, accoglie le aule della Scuola Aurora. La Villa, di proprietà del Comune di Cittadella, offre alla scuola la sua architettura palladiana come splendido contesto per il lavoro che svolge quotidianamente. Nel retro della villa, sotto alcuni cedri secolari, ultimi residui dell’antico parco, i bambini possono giocare, correre e divertirsi durante le pause.
Dall’inizio ad oggi, la scuola ha vissuto momenti di grande espansione offrendo a numerose famiglie la possibilità di un’educazione all’avanguardia. L’offerta formativa, partendo dalle indicazioni antropologiche di Rudolf Steiner, presenta un percorso educativo e didattico che aiuta il bambino a vivere il processo formativo costruendo le sue conoscenze e fondandole su vere esperienze emozionali e pratiche.
Le materie curricolari vengono insegnate con entusiasmo e competenza da insegnanti specializzati in Educazione Waldorf, che fanno vivere in modo artistico le discipline ai bambini.
Le attività laboratoriali, sia artistiche che artigianali, accompagnano quotidianamente la vita scolastica dei bambini impegnandoli nella trasformazione delle conoscenze in autentiche competenze.
Fin dalla prima classe i bambini iniziano ad apprendere due lingue straniere.
Oltre al lavoro nelle classi, che sono autentiche comunità di apprendimento, man mano che crescono, i bambini vengono accompagnati a conoscere il territorio nelle sue particolari dimensioni storica, geografica-ambientale, economica. Per queste uscite didattiche, vengono predisposti, classe per classe, dei progetti pedagogici specifici.
Nelle ultime classi, ai laboratori già menzionati, vengono aggiunti quelli scientifici dove i ragazzi possono sperimentare concretamente le scienze, come fisica e chimica.
Le attività di movimento sono molto curate e, fin dalle prime classi, per i bambini vengono predisposti laboratori di movimento con giochi, ritmi, danze ed euritmia. Nelle classi più alte l’attività motoria viene ulteriormente ampliata con l’introduzione dell’avviamento a pratiche atletiche e giochi di gruppo.
Per i bambini che presentano difficoltà di apprendimento, un gruppo di maestri si occupa dei processi di miglioramento applicando i principi e i metodi della Pedagogia Curativa Steineriana.
Un’altra meta della scuola è quella di poter accogliere più bambini, superando i limiti attuali, sia logistici che economici. Con questi obiettivi, un gruppo di persone sta lavorando ad un progetto che, in base ad un accordo in via di definizione con il Comune di Cittadella, prevede la costruzione di nuovi ambienti dove si potrà dare accoglienza a molte più classi, ai laboratori d’arte, di musica, di euritmia, di falegnameria, di fisica-chimica, nonché il teatro e la palestra.
La scuola e il territorio
La Scuola Aurora si trova a Cittadella, un comune di circa 20.000 abitanti, nell'Alta Padovana.
Cittadella sorge all’incrocio fra la statale Postumia e la statale Valsugana. Fin dai tempi antichi, la sua posizione geografica l’ha posta al centro di flussi migratori da nord a sud e da est a ovest.
In tempi più recenti, per la sua posizione centrale rispetto ai territori circostanti, è divenuta centro di sviluppo di attività industriali, artigianali e di servizi offrendo moltissime opportunità di lavoro a tante persone sia del luogo sia provenienti da fuori sia immigrati.
Per quanto riguarda i servizi scolastici, Cittadella accoglie moltissimi bambini e ragazzi anche provenienti dai paesi limitrofi soprattutto nella secondaria di primo e di secondo grado.
La Scuola Aurora è situata a circa due chilometri dal centro di Cittadella. È raggiungibile con facilità e tempi ridotti anche da paesi distanti una ventina di chilometri. Per questi motivi, molte famiglie che scelgono l’insegnamento Waldorf non si fermano di fronte all’impegno quotidiano del trasporto dei bambini, anzi si organizzano per ottimizzare tempi e costi. La scuola si trova a servire un bacino di utenza non limitato al solo comune ove essa ha sede, ma esteso ad un'area più vasta. La composizione dell’insieme delle famiglie che scelgono la Pedagogia Waldorf è molto eterogenea. Operai, imprenditori, impiegati, artigiani, liberi professionisti, compongono una comunità scolastica di genitori che sentono di non essere solo utenti, ma anche protagonisti dell'educazione dei loro figli.
La scuola offre un percorso didattico che, partendo dalla Scuola Materna, arriva fino all’ottava classe.
Per andare incontro alle richieste e alle necessità delle famiglie del territorio, la scuola Aurora ha creato "La Culla di Aurora", uno spazio per i bambini più piccoli da 15 a 36 mesi.
CENNI SULLA PEDAGOGIA STEINER-WALDORF
Osservazioni generali
La pedagogia Steiner-Waldorf si fonda su un’attenta osservazione delle tappe evolutive del bambino e su una approfondita conoscenza dell’uomo. In particolare, le importanti corrispondenze tra crescita fisica e sviluppo psicologico sono fondamentali per l’individuazione di percorsi educativi e di Obiettivi di Apprendimento sviluppati in base a precise esigenze che i bambini manifestano nelle diverse fasi del loro percorso evolutivo.
Le linee generali di questa conoscenza antropologica sono state delineate da Rudolf Steiner all’inizio del 20° secolo e hanno costituito la base per l’elaborazione di un percorso educativo di avanguardia, capace di rinnovarsi costantemente in risposta alle molteplici realtà socio-culturali in cui questa pedagogia si trova ad operare ed alle domande evolutive dettate dallo spirito del tempo.
Lo sviluppo armonico del bambino come centro di ogni attività didattica non può che essere conseguito tenendo conto dell’integrità della persona nei suoi aspetti corporei, emozionali e intellettivi. Questi ambiti si esprimono rispettivamente nelle funzioni relative alle sfere motoria, affettiva e cognitiva; le attività proposte vengono quindi indirizzate alle tre diverse facoltà di apprendimento in modo ritmico ed equilibrato. L’insegnante ha il compito di aiutare il bambino e poi il ragazzo nell’armonioso sviluppo di tutti i suoi elementi costitutivi, di favorirne la crescita e di aiutarlo ad affrontare e superare le difficoltà e gli ostacoli che via via gli si presentano.
Per rendere concreto ciò che questa pedagogia può suggerire, accenniamo, per esempio, al fatto che il bambino in età prescolare è un essere che assorbe tutto ciò che proviene dall’ambiente e dalle persone che lo circondano e che in quanto tale non è ancora in grado di discriminare e di difendersi: sensazioni, stimoli di varia natura, parole, penetrano nella sua interiorità. Tutto ciò lo influenza profondamente e lo plasma fin nel suo intimo.
In questa età spiegazioni verbali sono generalmente inutili: ciò che educa e forma veramente il bambino è il modo con cui l’adulto che gli sta vicino pensa, sente, parla ed agisce. Sia il gesto esteriore che l’atteggiamento interiore delle persone che lo circondano raggiungono il bambino e lasciano una profonda traccia nel suo linguaggio, nei suoi sentimenti, nel suo modo di pensare e di agire. Le conseguenze di ciò che viene assorbito si faranno sentire fino alla più tarda vecchiaia.
All’età di 6 - 7 anni si verifica nel bambino un grande mutamento interiore: forze di sviluppo, che nel periodo precedente erano state quasi esclusivamente impiegate per la corporeità, si rendono ora in parte disponibili anche per le attività intellettuali dell’imparare e del ricordare.
Allo scolaro tra i sette ed i quattordici anni il mondo e le conoscenze dovrebbero venire avvicinate prevalentemente attraverso il sentimento e la volontà: da qui la grande importanza che nelle scuole Steiner-Waldorf viene attribuita alle attività artistiche e manuali. Così facendo, vengono sviluppate nel tempo forze e capacità in lui ancora allo stato germinale. In tal modo si previene il rischio di un loro precoce indurimento, di un’anticipata cessazione della creatività, di una diminuzione delle forze complessive del giovane in un’età successiva, che un apprendimento legato prevalentemente allo strumento del pensiero intellettuale potrebbe causare.
Infatti con la pubertà si ha un ulteriore importante cambiamento nell’essere umano. Le capacità del pensiero logico, del ragionamento astratto e del giudizio individualizzato si manifestano ora sempre più prepotentemente e possono diventare il principale mezzo per il proseguimento dell’educazione. I ragazzi e le ragazze incominciano a porsi delle domande sul loro inserimento nel mondo e vogliono conoscere la vita sulla Terra anche nei suoi aspetti più pratici e concreti.
Il rapporto tra alunno e insegnante, improntato sul senso di una naturale autorevolezza, si trasforma: l’insegnante assume una posizione meno preminente, il numero dei docenti si accresce e l’alunno inizia a coltivare rapporti con più persone di riferimento. Si vuole avvicinare ai giovani il contenuto oggettivo del mondo, guardato nella sua rigorosa obiettività, senza per questo tralasciare di sviluppare le qualità della fantasia e dell’entusiasmo per l’elemento ideale.
La collaborazione fra genitori e docenti è il motore per la trasformazione delle indicazioni di base in Piani di Studio Personalizzati che consentano di sviluppare al massimo le potenzialità intellettuali e morali di ogni individuo e in Traguardi per lo sviluppo delle Competenze aderenti al tessuto socio-culturale in cui la scuola opera.
A tal fine la pedagogia Steiner-Waldorf, puntando sullo sviluppo dell’autonomia personale e del senso di responsabilità e cercando sempre la sintesi delle singole acquisizioni in reali “competenze”, si configura in linea con le più moderne concezioni educative. Infatti questo indirizzo pedagogico, che è ormai ben oltre la semplice fase sperimentale, avendo alle spalle quasi un secolo di esperienza in numerosi paesi, sempre con risultati apprezzabili, ha anticipato esperienze che da non molto emergono in cerchie più ampie: l’insegnamento di due lingue straniere fin dalla prima classe della scuola primaria, l’importanza attribuita alle materie artistiche e pratiche, l’assenza dei voti, sostituiti da approfondite valutazioni sul percorso dell’allievo, la continuità didattica ed educativa fra scuole di diverso grado (Infanzia - Primaria - Secondaria di Primo e Secondo Grado).
La scuola dell’infanzia
Nel bambino piccolo le tre facoltà del volere, del sentire, del pensare sono frammiste, quasi indistinte e vissute nell’ambito corporeo; la bontà, la bellezza e la verità, nonché i loro contrari, di ogni cosa e di ogni evento, sono per lui un tutt’uno. Nell’infanzia alle cose ed agli esseri ci si avvicina o da essi si rifugge a seconda che siano vissuti come buoni o cattivi.
Compito dell’educazione è quello di accompagnare gradualmente l’emancipazione di queste forze del bambino dalla sfera puramente organica, affinché il suo “io”, la sua individualità centrale, possa guidarle in età adulta secondo libertà. Mentre nell’animale i processi organici e la struttura degli organi ereditati danno luogo al comportamento proprio della specie, nell’uomo avviene il contrario: è il corpo che si adatta all’io.
Durante la prima infanzia, in relazione al modo in cui il bambino acquisisce la stazione eretta, la facoltà del linguaggio e del pensiero, si attua una liberazione graduale dai condizionamenti ereditati: si manifesta così l’individuo e non la specie.
Un’osservazione attenta può facilmente confermare come il bambino piccolo viva sempre nel movimento: assorbente più di una spugna, egli imita e accoglie tutto, senza selezioni, senza filtri, senza difese. Da qui l’enorme responsabilità morale degli adulti che gli vivono accanto: infatti il bambino non dispone di alcuna facoltà critica, di alcuna metodologia di giudizio per imparare a vivere e a discernere quello che va fatto da quello che è meglio non fare.
La tendenza della civiltà moderna, che vive nell’affanno e nell’accelerazione e dunque si trova costretta ad anticipare anche i ritmi naturali dell’essere umano, sta andando nella direzione di attivare al più presto nel bambino le forze dell’intelletto, cosicché “capisca”, si “renda conto” velocemente di come vanno le cose. Questa illusione deriva da una errata lettura della natura umana: l’intelligenza del bambino, infatti, nella prima infanzia non è orientata verso la comprensione intellettuale del mondo, ma si manifesta e agisce in quelle che normalmente noi chiamiamo “le forze della crescita” e che mai più, nel corso di tutta la vita, saranno così impegnate e organicamente presenti quanto nel primo settennio.
Rudolf Steiner fa notare che le forze che fino a 6-7 anni servivano per la crescita e la formazione della struttura corporea sono le stesse forze che in seguito verranno impiegate per le funzioni cognitive ovvero, per ciò che comunemente chiamiamo “apprendimento”.
Nel bambino vanno quindi primariamente comprese la natura volitiva (il fare), da un lato, e la fantasia, dall’altro. Proprio partendo da queste dimensioni dell’essere che gli sono consone, potrà in seguito appropriarsi, in modo sano, anche del pensare logico-astratto.
Nella scuola dell’infanzia è importante, allora, che ci siano maestri che si muovano e lavorino con gesti sempre pieni di senso e perciò imitabili, attenti ai ritmi della giornata, della settimana e delle stagioni dell’anno, importantissimi per il bambino che vive completamente effuso nel mondo. In fin dei conti, la scuola dell’infanzia è nata in base alle esigenze lavorative dei genitori, per cui la scuola dovrebbe cercare di offrire al bambino di questa età un ambiente il più possibile similare a quello familiare. I bambini nella scuola dell’infanzia Steiner-Waldorf non vengono divisi per età perché in questa fase di sviluppo è importante proprio la compresenza dei più grandi accanto ai più piccoli, così come accade normalmente nella vita.
È importante, allora, che la scuola dell’infanzia offra al bambino una regolarità nella scansione della giornata, ampia occasione di gioco guidato e libero per poter sviluppare le sue capacità motorie, sensorie e sociali, e la possibilità di compiere gesti ed attività per lui sensate accanto ad adulti che lo confermano e lo accettano pienamente nel suo essere, che si interessano a lui con veridicità, affetto e gioia. Queste azioni “per lui sensate” ingenerano sicurezza e rafforzano la volontà più di quanto si possa ottenere con spiegazioni verbali.
Particolare cura viene inoltre data a tutte quelle attività ed esperienze che permettono ai bambini di sviluppare le proprie facoltà sensoriali, favorendo così una sana percezione di sé e del mondo circostante, qualità fondamentali per ogni futuro apprendimento. Le esperienze visive, sonore, olfattive, tattili, di movimento, di linguaggio portate con calore, vitalità ed entusiasmo, accompagnano questo sano processo di maturazione.
Il primo ciclo di istruzione
Quando il bambino entra nell’età scolare, la capacità pensante inizia ad emanciparsi dalla vita puramente biologica. Il legame immediato ed imitativo del bambino col mondo gradualmente recede e lascia spazio a una nuova forma di rapporto con la realtà sempre più cosciente.
Dall’inizio del percorso scolastico fino alle soglie della pubertà (con momenti significativi che ad es. a 9 e 12 anni comportano passaggi di rilievo) l’essere umano guarda la realtà con gli occhi dell’artista: egli non classifica o giustappone con pedanteria gli elementi, ma osserva il mondo come fosse un unitario organismo vivente.
Per questi motivi la pedagogia Steiner-Waldorf procede dalla prima alla ottava classe contessendo d’arte le varie discipline: arte intesa non come una semplice aggiunta di attività musicali, recitative, pittoriche, di modellaggio, di scultura, di euritmia – che pure ci sono – ma soprattutto come arte insita nel modo stesso dell’insegnante di presentare le varie discipline.
Lavorare per immagini, rintracciare i fili che collegano le cose tra di loro e all’uomo stesso significa ritrovare ciò che le cose e gli esseri sono ed esprimono prima di venire catalogati, definiti, analizzati. Come la lingua madre si impara ben prima di studiare la grammatica, che pure ne costituisce lo scheletro, così tutte le discipline vengono proposte in modo creativo e ricco di immagini per giungere in un secondo tempo alla sistematizzazione scientifica.
Pur perseguendo gli obiettivi di apprendimento indicati nelle attuali disposizioni ministeriali, il raggiungimento di questi obiettivi è scandito in senso temporale a volte leggermente modificato, in base all’impianto pedagogico e le tappe evolutive del bambino.
La nostra pedagogia quindi tiene in considerazione la particolare qualità del pensare acquisita dall’alunno in ogni fase di crescita, affinché si instauri un colloquio fecondo per l’apprendimento fra insegnante e allievo.
Per tutto il percorso formativo i rapporti umani, sia con gli insegnanti sia con i compagni sono improntati allo sviluppo di un’armonica vita sociale. Pertanto nel bambino esiste una naturale capacità di interazione anche con i coetanei diversamente abili, facilitandone l’integrazione a tutti gli effetti, anche attraverso molteplici attività di carattere pratico, artistico, ludico. In questa ottica viene data molta importanza ad una disposizione ad accogliere ed integrare bambini provenienti da culture diverse, consci che l’opportunità offerta dall’interazione arricchisce il bagaglio culturale di tutti gli attori.
Essendo già l’essere umano, in questa fase evolutiva, un vero ecologista e anche un essere volto alla socialità e alla tolleranza, nella nostra scuola vengono potenziate tali naturali disposizioni per la formazione di una solida base atta allo sviluppo dell’educazione alla convivenza civile e alla cittadinanza attiva.
Finalità educative
Obiettivo della scuola SW, in linea con le nuove Indicazioni per il curricolo, è di “far nascere ‘il tarlo’ della curiosità, lo stupore della conoscenza, la voglia di declinare il sapere con la fantasia, la creatività, l’ingegno, la pluralità delle applicazioni delle proprie capacità, abilità e competenze.……. Solo se non si rinuncia ad educare istruendo si può mettere veramente a frutto l’unicità e l’irripetibilità di ogni singolo individuo. Solo così ogni persona può essere protagonista e costruire il proprio futuro in modi plurali, diversi ed innovativi” (Indicazioni per il Curricolo, MPI, Roma, settembre 2007, pag. 6).
Di fatto, la motivazione essenziale che sta a fondamento delle scuole Steiner-Waldorf è quella di poter garantire alla generazione in crescita un percorso formativo che permetta loro di sviluppare un pensiero libero e una volontà forte, per valorizzare le qualità e i talenti nel modo più poliedrico possibile, sostenere eventuali impedimenti e costruire un dialogo aperto con la cultura del tempo, onde raggiungere un inserimento produttivo del singolo nella società e di promuovere “la maturazione (del giovane) in termini di autonomia e responsabilità ai fini dell’acquisizione delle competenze chiave per l’esercizio della cittadinanza attiva” (Linee Guida, MPI, Roma, 21/12/2007, cap. 3).
La disposizione che ha un individuo di attingere dalle proprie sorgenti interiori dipende in larghissima parte dalle cure che gli sono state prodigate in gioventù da parte di educatori ed insegnanti. Compito fondamentale del nostro progetto pedagogico è dunque quello di coltivare le qualità individuali, rendendole feconde per la vita sociale.
La pedagogia Steiner-Waldorf si propone le seguenti finalità:
- Favorire l’iniziativa del singolo per il proprio sviluppo e potenziare la capacità di operare scelte consapevoli nell’immediato e nel futuro. Ogni insegnante dovrà quindi rivolgere la propria attenzione a tutti quegli aspetti cognitivi, affettivi, ed etici che concorrono alla formazione della personalità dell’allievo avendo cura di creare le premesse per un’armonica crescita del bambino e delle sue facoltà.
- Accompagnare gli alunni a conoscere in modo sempre più chiaro e approfondito il mondo in cui vivono fino alla comprensione delle relazioni socio-economiche.
- Consentire a tutti il raggiungimento di una solida preparazione di base e porre le premesse per l’ulteriore “educazione permanente”.
- Educare ad un concetto di cittadinanza basato su responsabilità, partecipazione, relazioni interpersonali intese nella accezione di solidarietà e di accoglienza nel rispetto della diversità dell’altro.
- Saper trarre dagli strumenti didattici a disposizione la potenzialità per realizzare il massimo beneficio dell’intervento educativo.
Caratteristiche didattiche generali
Le caratteristiche didattiche che contraddistinguono la nostra scuola sono:
1. La presenza di un insegnante di riferimento costante per tutti gli otto anni del primo ciclo di istruzione. Questa figura di riferimento primario per gli alunni della classe può realmente assistere alle varie fasi della crescita dell’alunno per un lungo arco di tempo, imparare a conoscerlo approfonditamente nel suo contesto biografico e rappresentare per lui e la famiglia una guida autorevole e alla quale rivolgersi con fiducia. Suo compito sarà inoltre quello di confrontarsi con gli altri docenti del Consiglio di Classe e coordinare insieme ad essi le attività didattico-educative da intraprendere per l’attuazione del Piano di Studi (curricolo).
2. Il Collegio dei Docenti, assieme al coordinatore delle attività pedagogiche e didattiche, si riunisce settimanalmente per valutare i processi di apprendimento degli alunni, il raggiungimento degli obiettivi della progettualità e delineare strategie ed interventi pedagogici da attuare.
3. L’insegnamento delle discipline di base viene impartito a periodi chiamati “epoche”: fin dalla prima classe della scuola primaria, le discipline principali non si susseguono giornalmente secondo un orario spezzettato, ma vengono proposte dall’insegnante una per volta nella prima parte della mattinata per un tempo continuativo che va dalle 3 alle 4 settimane (epoca di storia, di geografia, di matematica, di letteratura ecc.). Evitando la frammentazione si favorisce lo sviluppo della capacità di concentrazione, la comprensione, l’acquisizione e la padronanza da parte del bambino dei contenuti proposti.
Inoltre nell’ambito di ciascuna lezione, ogni disciplina è proposta in modo che siano sviluppati con cadenzata alternanza sia l’aspetto operativo sia quello affettivo-emozionale, sia quello cognitivo.
Dopo l’”epoca” principale, nella seconda parte della giornata si alternano tutti gli altri insegnamenti, comprese alcune ore di esercitazione di italiano e matematica, che vanno ad integrare l'insegnamento a epoche.
4. L’attiva partecipazione degli scolari viene sviluppata anche nella compilazione di appositi quadernoni, sotto la guida dell’insegnante, in cui confluiscono, in forma anche artistica, gli aspetti salienti dell’insegnamento. Negli ultimi anni del ciclo questi quaderni di classe sono arricchiti da dispense, testi e materiale bibliografico, opportunamente scelti per rendere gli alunni sempre più autonomi e responsabili nello studio.
5. La pedagogia steineriana prevede che all’allievo siano proposti una molteplicità di opportunità didattico-educative, tali da condurre ad un equilibrato sviluppo di tutte le sue potenzialità: musica strumentale, canto, danza, recitazione, pittura, disegno, modellaggio, lavori manuali, artigianali ed agricoli sono un esempio della ricchezza della proposta didattica.
In tal modo l’abituale diversificazione tra allievi intellettualmente dotati e meno dotati perde molta della sua importanza: ogni allievo, in qualche elemento della sua personalità, possiede delle doti ed è compito dell’insegnante, per mezzo della sua sensibilità e professionalità, scoprire e valorizzare qualità e capacità, grazie anche alla notevole varietà di discipline, evitando altresì un troppo precoce orientamento verso criteri selettivi. In questo senso l’insegnante organizza il lavoro in gruppi di coetanei, la cui pratica favorisce contemporaneamente il consolidamento delle competenze degli alunni più progrediti in certi ambiti e un lavoro inclusivo di sostegno e recupero in ciascun ambito dei più deboli. Agli alunni che evidenziano carenze in qualche materia, vengono proposte attività di recupero durante l’anno scolastico.
6. Sin dal primo anno della scuola primaria si inizia a far vivere i bambini lo spirito di due lingue straniere attraverso un approccio esclusivamente orale: canti, giochi, girotondi avvicinano con naturalezza e gioia i modi, le espressioni e le strutture formali che vengono assorbiti ed imitati dai piccoli con spontaneità, così come avviene per la lingua madre. Negli anni successivi vengono introdotte gradualmente la scrittura, la lettura e le strutture grammaticali e sintattiche in un processo che giunge alla conquista analitica dei contenuti.
7. Molta importanza viene data, nella pedagogia Steiner-Waldorf, a tutte le occasioni di incontro dell’intera comunità scolastica, per esempio le feste stagionali. Inoltre, quasi ogni mese, le varie classi, dalla I all’VIII, propongono a genitori e compagni rappresentazioni artistiche di vario genere (musicali, recitative, ginniche …), rendendoli partecipi del lavoro svolto nelle lezioni.
Tali incontri vogliono avere la funzione di sviluppare un sano senso sociale, creando nei presenti un vero interesse per l’attività e la creatività degli altri.
I più giovani, di fronte all’esibizione degli allievi più grandi, sono pieni di ammirazione e sentono che anche loro, un giorno, saranno in grado di fare altrettanto; i più grandi possono rivivere esperienze significative del passato.
La valutazione
La valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti e del comportamento degli alunni e la certificazione delle competenze acquisite viene fornita attraverso un documento di valutazione elaborato a livello nazionale dalla Federazione delle scuole Steiner-Waldorf in Italia in linea con le disposizioni ministeriali.
I genitori ricevono periodicamente una relazione che riguarda il comportamento e i progressi del bambino in ogni ambito: non si fa quindi una semplice valutazione di merito o di rendimento, ma si cerca di inserire questi aspetti, come sfondo di una considerazione più generale dello sviluppo dell’allievo.
Nei primi anni di scuola, al bambino viene consegnata una breve storia o una poesia che, con un linguaggio di fantasia, rispecchia metaforicamente il suo carattere, i talenti, le qualità e fornisce piccoli suggerimenti che in prospettiva lo aiutino a progredire.
Il documento di valutazione ufficiale, destinato nei primi anni solo ai genitori, viene condiviso con il ragazzo a partire dai 12 anni.
Una scuola laica
L’anelito alla libertà è un elemento fondamentale nella vita di una scuola Steiner-Waldorf. Il rispetto della altrui libertà di scelta è solo uno degli aspetti in cui tale aspirazione si esprime.
Una prova evidente di tale atteggiamento è la posizione di fronte all'insegnamento della religione: la scelta in merito viene lasciata ai genitori, gli unici che ne abbiano il diritto. I genitori decidono cioè in quale confessione religiosa i loro figli debbano essere istruiti.
Nella scuola Steiner-Waldorf possono essere presenti e rappresentate tutte le culture e tutte le religioni, senza preclusioni di sorta. Si è anzi consapevoli di quanto sia importante coltivare un sano ed universale senso del sacro, e che proprio dall’incontro del maggior numero possibile di correnti religiose e culturali possono sorgere germi fecondi per il futuro.
Questo “essere aperta” della scuola Steiner-Waldorf rispetto al tema della laicità è dimostrato con chiarezza dalla sua presenza in tutte le aree del mondo.
La formazione degli insegnanti
La premessa di una scuola che ha come principale finalità l’educazione permanente dell’essere umano è quella di un’approfondita preparazione degli insegnanti.
A tale scopo sono stati istituiti specifici corsi di formazione biennali o triennali, che abilitano all’insegnamento nelle scuole SW in tutto il mondo. In tali corsi è previsto lo studio dell’antropologia di R. Steiner, come base della pedagogia, della didattica e del metodo di insegnamento nelle varie fasi evolutive. Parte integrante dei corsi sono l’approfondimento delle attività artistiche e manuali, nonché periodi di tirocinio presso scuole Steiner-Waldorf in Italia e all’estero.
In Veneto, presso Oriago di Mira (VE) è attiva dal 1991 un centro stabile di formazione per insegnanti: l’Accademia “Aldo Bargero”, che ha ricevuto da qualche anno l’accreditamento presso il MPI dei propri insegnanti formatori.
Alla formazione iniziale segue un costante lavoro di ricerca ed aggiornamento promosso dal Collegio Docenti di ogni singola scuola, dalle associazioni regionali e dalla Federazione nazionale.
LA STRUTTURA DELLA SCUOLA
L’insieme di bambini, genitori e insegnanti forma l’organismo scolastico. Affinché l’allievo possa raggiungere una giusta formazione e preparazione è necessaria una stretta collaborazione tra scuola e famiglia. L’incontro degli insegnanti e dei genitori poggia sulla comprensione dei diversi ruoli educativi, sul rispetto reciproco e sul dialogo. Insegnanti e genitori sono coinvolti anche nei confronti dei compiti culturali che la scuola svolge nell’ambito sociale in cui opera, organizzando conferenze, dibattiti, spettacoli, feste, corsi artistici, ecc. Questa esperienza della comunità scolastica, che insegnanti e genitori possono creare insieme con sempre rinnovato entusiasmo, può diventare un esempio di vita sociale molto importante anche per gli allievi della scuola.
Struttura sociale
Fu essenzialmente un impulso sociale a condurre, nel 1919, alla fondazione della prima scuola Waldorf a Stoccarda. Ancora oggi, dopo quasi novant'anni, lo stesso impulso sociale muove i genitori e gli amici che hanno a cuore la sorte delle scuole steineriane in tutto il mondo. Di conseguenza vengono accolti bambini di ogni ceto sociale, di ogni posizione religiosa, politica o economica dei genitori.
La responsabilità della gestione finanziaria ed economica della scuola compete ai genitori degli allievi, che si costituiscono in una Associazione senza fine di lucro, la quale rappresenta la scuola anche da un punto di vista giuridico.
Per consentire la frequenza anche ai bambini provenienti dalle famiglie meno abbienti, sono promosse dai membri dell’associazione varie iniziative di solidarietà.
Al Consiglio Direttivo dell’associazione sono delegati poteri per tutti gli atti relativi alla gestione economico-organizzativa e giuridica della scuola.
Le scuole Steiner-Waldorf vivono grazie all’impegno e la disponibilità dei singoli individui che ne condividono e sostengono l’ideale pedagogico.
Organizzazione delle scuole Steiner-Waldorf
Le scuole Steiner-Waldorf sono enti senza scopo di lucro. In Italia hanno ragioni giuridiche varie, dalla semplice associazione, all’APS, all’ONLUS alla Cooperativa. Vivono e svolgono le loro attività grazie alla collaborazione tra:
- Collegio degli Insegnanti, organo di riferimento per tutte le attività pedagogiche e culturali della scuola;
- Assemblea dei Genitori, i quali portano la responsabilità della parte economica attraverso la loro adesione ad una associazione senza scopo di lucro e le iniziative che realizza per reperire fondi;
- Consiglio di Amministrazione, che è l’organo di riferimento per tutte le incombenze giuridiche ed amministrative.
Figure istituzionali
- Gestore o Rappresentante Legale: eletto dall’Assemblea generale, è la persona di riferimento per tutti gli aspetti legali connessi all’attività dell’Istituto, nei confronti degli Enti pubblici o privati, o di terzi in genere.
- Coordinatore delle attività educative e didattiche: nominato dal Gestore o Rappresentante Legale in accordo con il Collegio degli Insegnanti, è il responsabile dell’attività didattica, in particolare degli elementi correlati alla sua formalizzazione, quali il coordinamento dei Consigli di classe, la strutturazione dell’orario delle lezioni, ecc.
Figure interne al Collegio degli insegnanti
- Coordinatore del Collegio: designato dal Collegio degli insegnanti, predispone l’attività di questo organo, fissandone ordine dei lavori, scelta degli studi e approfondimenti di tematiche pedagogiche. Redige i verbali delle sedute.
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