PEI - Progetto Educativo Istituto

Introduzione

Il movimento Waldorf: la sua storia, la sua diffusione

Il movimento pedagogico steineriano ha avuto inizio con la fondazione della prima scuola Waldorf, avvenuta a Stoccarda nel 1919 per iniziativa dell’industriale Emil Molt, proprietario della fabbrica di sigarette Waldorf Astoria.
Era da poco finita la prima guerra mondiale e stava iniziando un’epoca nuova, in cui emergevano molti problemi destabilizzanti per gli assetti socio-culturali ed economico-finanziari delle nazioni europee. Questi problemi richiedevano interventi tempestivi per porre soluzioni adeguate in modo da evitare il collasso dei sistemi esistenti e l’instaurarsi di pericolosi movimenti anti-establishment delle popolazioni. L’educazione fu una delle aree in cui venne sentita più fortemente la necessità di rinnovamento.
Il signor Molt, desideroso di realizzare una scuola di tipo nuovo per i figli dei suoi dipendenti, si rivolse a Rudolf Steiner, il quale aveva già in precedenza affrontato i temi dell’educazione: egli accettò l’incarico ed organizzò l’intera scuola, cominciando con un triplo ciclo di conferenze volto a spiegare la sua pedagogia ed a preparare gli insegnanti da lui personalmente scelti.
Da questa prima scuola Waldorf partì il movimento per il rinnovamento pedagogico noto sotto questo nome, ora diffuso in tutto il mondo: esso divenne il propulsore per la fondazione di numerose altre scuole in Germania, Svizzera, Olanda, Austria, Inghilterra, nei Paesi Scandinavi, negli Stati Uniti d’America, in Argentina, Brasile, Sudafrica.
La maggior parte di tali scuole sorse dopo la morte di Rudolf Steiner, avvenuta nel 1925. Dal 1933 in poi le scuole Waldorf tedesche furono esposte agli attacchi dello stato nazionalsocialista che vedeva in esse una limitazione al proprio dispotismo totalitario. Una dopo l’altra esse furono costrette a chiudere; il movimento allora crebbe al di fuori dei confini tedeschi, talvolta con la collaborazione attiva di insegnanti emigrati dalla Germania. Durante la seconda guerra mondiale anche le scuole Waldorf in Olanda e in Norvegia subirono la stessa sorte.
Gli anni dell’immediato dopoguerra mostrarono che, nonostante le persecuzioni subite, il movimento pedagogico era rimasto ben vivo. Esso riprese a diffondersi assai più velocemente di prima, tanto che nel 1974 erano attive più di cento scuole Waldorf. Dopo il crollo del muro di Berlino e del blocco comunista molte nuove scuole sono sorte anche nell’Europa dell’Est e nelle zone asiatiche dell’ex-URSS.
Negli ultimi dieci anni si assiste ad una rapida espansione di realtà scolastiche che adottano la pedagogia Steiner-Waldorf in tutti i continenti e tutte le culture del mondo. A differenza di altre iniziative educative a livello globale che cercano di esportare modelli culturali occidentali, questa pedagogia si dimostra davvero universale, capace di essere rielaborata e applicata con successo nel rispetto di qualsiasi contesto sociale e religioso.
Esistono iniziative Waldorf nei posti più disagiati della terra: nelle favellas delle grandi città sudamericane e nelle townships del Sudafrica, in terre dilaniate da guerre civili o interetniche come Sierra Leone, Uganda, Israele, Libano, in aree destabilizzate da disordini politici come Colombia, Cecenia. Sempre più numerose sono le scuole Steiner-Waldorf in paesi di religioni e impostazioni politiche diverse: in Egitto, India, Cina, Nepal, Thailandia, Corea, per menzionarne alcuni.
Oggi le scuole dell’infanzia Steiner-Waldorf nel mondo sono milleseicento e le scuole più di mille, con una popolazione scolastica che supera il milione di allievi. Questo rapido aumento, del 500% in un ventennio, è sorprendente, se si pensa agli ostacoli di ogni genere che occorre superare per realizzare scuole di questo tipo ed alle difficoltà che il personale insegnante incontra per potersi qualificare in una metodologia del tutto particolare.

Per sostenere la diffusione della pedagogia Steiner-Waldorf e la fondazione di tante nuove realtà scolastiche e per tutelarne l’identità, sono sorti vari organismi internazionali, tra cui “Die Freunde der Erziehungskunst” (Gli amici dell’arte dell’educazione). Questa Fondazione, con sede a Berlino, si interessa direttamente delle iniziative in tutto il mondo e da anni organizza scambi culturali e progetti di volontariato. Negli ultimi anni, in collaborazione con l’UNESCO, ha creato un’equipe medico-pedagogico di pronto intervento nelle zone di emergenza bellica per il recupero psico-fisico dei bambini esposti alle sofferenze della guerra. Di recente il governo tedesco ha avviato un imponente progetto di servizio civile, volontariato e scambio internazionale per i giovani; per la realizzazione di questo progetto si è appoggiato all’esperienza e alla comprovata capacità organizzativa della fondazione “Die Freunde der Erziehungskunst”.
A livello europeo opera un organismo di coordinamento tra le federazioni nazionali delle scuole Steiner-Waldorf: lo European Council for Steiner-Waldorf Education. Attualmente rappresenta le scuole Steiner- Waldorf in 22 paesi del continente. Ha sede in Inghilterra e un ufficio a Bruxelles, le cui attività comprendono la presenza attiva in diversi gruppi di lavoro e piattaforme di consulenza per la Commissione Europea. Inoltre, lo ECSWE è chiamato a dare il suo apporto a conferenze, convegni e commissioni di ricerca pedagogica internazionali, istituiti dall’UE, dall’UNESCO o altri enti riconosciuti a livello mondiale. Lo ECSWE si adopera presso i governi nazionali e le istituzioni locali affinché vengano rese più attuali le politiche educative, in modo che si realizzi la direttiva europea per il pluralismo dell’offerta formativa in Europa, facilitando il pieno riconoscimento dei diversi indirizzi pedagogici.

Il movimento Steiner-Waldorf in Italia

In Italia la prima scuola Waldorf fu fondata a Milano alla fine degli anni ’40. Oggi consta di una scuola dell’infanzia, una scuola del primo ciclo e due indirizzi di scuola superiore: un Liceo Scientifico Sperimentale e un Istituto d’Arte.
Negli anni ’70 nacquero altre due scuole, a Roma e a Mestre (oggi ad Oriago di Mira, VE). Un impulso successivo, all’inizio degli anni ’90, portò alla fondazione di diverse scuole sul territorio nazionale: Como, Cittadella (PD), Torino, Sagrado (GO), Trento, Palermo, Gorizia, Manduria (TA), Merano (BZ), Bologna, Padova, una seconda scuola a Milano, Conegliano (TV).
Attualmente, sono attivi in Italia circa 65 scuole dell’infanzia, di cui 4 dedicate a bambini con meno di tre anni, 30 scuole del primo ciclo e 2 scuole superiori. Gli alunni sono circa 4000 e gli insegnanti intorno a 500.
Per completare il quadro dell’offerta formativa, sono 8 i corsi biennali e triennali per la formazione degli insegnanti, di cui due accreditati presso il MPI come soggetti che offrono formazione per il personale della scuola.

Nel 1992 fu fondata la Federazione delle Scuole Steiner-Waldorf in Italia, con il compito di coordinare il movimento delle scuole, di tutelarne l’identità, di sostenere la diffusione della pedagogia Steiner-Waldorf e di fungere come interlocutore diretto delle istituzioni nazionali.
In concomitanza con la maggiore autonomia concessa dal ministero centrale agli Uffici Scolastici Regionali, le associazioni per la pedagogia Steiner-Waldorf nel Veneto, onde costituirsi interlocutore unico, riconoscibile ed autorevole sul territorio, si sono riunite in una associazione regionale: l’Associazione Veneto Steiner-Waldorf.
Nel gennaio 2007 a Bardolino sul Garda, l’associazione ha organizzato il 1° convegno regionale per i genitori, i bambini, gli amministratori e gli insegnanti delle scuole Steiner-Waldorf; la presenza di 450 adulti e più di 200 bambini ha confermato l’estensione dell’entusiasmo per questa pedagogia e della convinzione della validità degli impulsi che essa porta per il rinnovamento della vita sociale.
A fine gennaio 2008 ha avuto luogo il 2° convegno regionale dell’associazione, alla scuola Steiner-Waldorf di Oriago di Mira (VE). Questa volta la manifestazione si è rivolta, in tono più formale, al mondo della scuola, della formazione e alle istituzioni in generale. Alla presenza di politici, amministratori locali, personalità del mondo scolastico ed accademico, incaricati dell’USR, si sono potute affrontare alcune grandi tematiche attuali dell’educazione, illustrare i contributi potenziali della pedagogia Steiner-Waldorf per il rinnovamento dell’educazione, e rendere nota la difficoltà esistenziale in cui versano le scuole Steiner-Waldorf in Italia a causa di una legislazione arretrata e non in sintonia con il pluralismo educativo auspicato dalle direttive europee.
A marzo del 2009 ha avuto luogo il 3° convegno regionale dell’associazione alla scuola Steiner-Waldorf di Padova. Il tema trattava la centralità dell’arte nella formazione dell’uomo e gli alunni delle scuole del Veneto hanno presentato un saggio artistico mettendo in evidenza la bellezza e creativtà delle arti presenti nel Piano di Studi.

La Scuola Waldorf “Aurora” di Cittadella (PD)

Nel 1992, un gruppo di persone di Cittadella e di altri paesi limitrofi, provenienti da svariate ricerche nel campo dell’alimentazione e della medicina naturale, hanno incontrato la Pedagogia Waldorf. Prese dall’entusiasmo per questo nuovo sistema educativo, adatto all’uomo moderno, hanno iniziato ad approfondire i fondamenti scientifico-spirituali di questa pedagogia organizzando incontri tematici, corsi artistici e conferenze. Nel frattempo, molte di queste persone, avendo figli in età scolare, si sono associate per fondare una Libera Scuola Waldorf e così realizzare la possibilità di far vivere ai loro figli e vivere loro stessi, un’esperienza scolastica basata sulle indicazioni pedagogiche di Rudolf Steiner.
Nacque così la Scuola Waldorf Aurora.
Inizialmente si costituì un “gruppo giochi”, che fu ospitato nei locali dell’Associazione culturale Gramigna a Galliera Veneta. Ma, fin da subito, il numero delle famiglie interessate a questa pedagogia, iniziò a crescere, rendendo possibile l’istituzione di una vera e propria sezione di scuola materna. Man mano che aumentavano le domande d’iscrizione, la struttura ospitante non fu più sufficiente ad accogliere tutte le richieste. Allora i genitori e i responsabili della scuola trovarono nell’antica Villa Negri di via Casaretta a Cittadella, una nuova sede che, ancora oggi, nei suoi locali, in parte restaurati ed in parte ricostruiti, accoglie le aule della Scuola Aurora. La Villa, di proprietà del Comune di Cittadella, offre alla scuola la sua architettura palladiana come splendido contesto per il lavoro che svolge quotidianamente. Nel retro della villa, sotto alcuni cedri secolari, ultimi residui dell’antico parco, i bambini possono giocare, correre e divertirsi durante le pause.
Dall’inizio ad oggi, la scuola ha vissuto momenti di grande espansione offrendo a numerose famiglie la possibilità di un’educazione all’avanguardia. L’offerta formativa, partendo dalle indicazioni antropologiche di Rudolf Steiner, presenta un percorso educativo e didattico che aiuta il bambino a vivere il processo formativo costruendo le sue conoscenze e fondandole su vere esperienze emozionali e pratiche.
Le materie curricolari vengono insegnate con entusiasmo e competenza da insegnanti specializzati in Educazione Waldorf, che fanno vivere in modo artistico le discipline ai bambini.
Le attività laboratoriali, sia artistiche che artigianali, accompagnano quotidianamente la vita scolastica dei bambini impegnandoli nella trasformazione delle conoscenze in autentiche competenze.
Fin dalla prima classe i bambini iniziano ad apprendere due lingue straniere.
Oltre al lavoro nelle classi, che sono autentiche comunità di apprendimento, man mano che crescono, i bambini vengono accompagnati a conoscere il territorio nelle sue particolari dimensioni storica, geografica-ambientale, economica. Per queste uscite didattiche, vengono predisposti, classe per classe, dei progetti pedagogici specifici.
Nelle ultime classi, ai laboratori già menzionati, vengono aggiunti quelli scientifici dove i ragazzi possono sperimentare concretamente le scienze, come fisica e chimica.
Le attività di movimento sono molto curate e, fin dalle prime classi, per i bambini vengono predisposti laboratori di movimento con giochi, ritmi, danze ed euritmia. Nelle classi più alte l’attività motoria viene ulteriormente ampliata con l’introduzione dell’avviamento a pratiche atletiche e giochi di gruppo.
Per i bambini che presentano difficoltà di apprendimento, un gruppo di maestri si occupa dei processi di miglioramento applicando i principi e i metodi della Pedagogia Curativa Steineriana.
Un’altra meta della scuola è quella di poter accogliere più bambini, superando i limiti attuali, sia logistici che economici. Con questi obiettivi, un gruppo di persone sta lavorando ad un progetto che, in base ad un accordo in via di definizione con il Comune di Cittadella, prevede la costruzione di nuovi ambienti dove si potrà dare accoglienza a molte più classi, ai laboratori d’arte, di musica, di euritmia, di falegnameria, di fisica-chimica, nonché il teatro e la palestra.

La scuola e il territorio

La Scuola Aurora si trova a Cittadella, un comune di circa 20.000 abitanti, nell’Alta Padovana.
Cittadella sorge all’incrocio fra la statale Postumia e la statale Valsugana. Fin dai tempi antichi, la sua posizione geografica l’ha posta al centro di flussi migratori da nord a sud e da est a ovest.
In tempi più recenti, per la sua posizione centrale rispetto ai territori circostanti, è divenuta centro di sviluppo di attività industriali, artigianali e di servizi offrendo moltissime opportunità di lavoro a tante persone sia del luogo sia provenienti da fuori sia immigrati.
Per quanto riguarda i servizi scolastici, Cittadella accoglie moltissimi bambini e ragazzi anche provenienti dai paesi limitrofi soprattutto nella secondaria di primo e di secondo grado.
La Scuola Aurora è situata a circa due chilometri dal centro di Cittadella. È raggiungibile con facilità e tempi ridotti anche da paesi distanti una ventina di chilometri. Per questi motivi, molte famiglie che scelgono l’insegnamento Waldorf non si fermano di fronte all’impegno quotidiano del trasporto dei bambini, anzi si organizzano per ottimizzare tempi e costi. La scuola si trova a servire un bacino di utenza non limitato al solo comune ove essa ha sede, ma esteso ad un’area più vasta. La composizione dell’insieme delle famiglie che scelgono la Pedagogia Waldorf è molto eterogenea. Operai, imprenditori, impiegati, artigiani, liberi professionisti, compongono una comunità scolastica di genitori che sentono di non essere solo utenti, ma anche protagonisti dell’educazione dei loro figli.
La scuola offre un percorso didattico che, partendo dalla Scuola Materna, arriva fino all’ottava classe.
Per andare incontro alle richieste e alle necessità delle famiglie del territorio, la scuola Aurora ha creato “La Culla di Aurora”, uno spazio per i bambini più piccoli da 15 a 36 mesi.

Cenni sulla Pedagogia Steiner – Waldorf

Osservazioni generali

La pedagogia Steiner-Waldorf si fonda su un’attenta osservazione delle tappe evolutive del bambino e su una approfondita conoscenza dell’uomo. In particolare, le importanti corrispondenze tra crescita fisica e sviluppo psicologico sono fondamentali per l’individuazione di percorsi educativi e di Obiettivi di Apprendimento sviluppati in base a precise esigenze che i bambini manifestano nelle diverse fasi del loro percorso evolutivo.
Le linee generali di questa conoscenza antropologica sono state delineate da Rudolf Steiner all’inizio del 20° secolo e hanno costituito la base per l’elaborazione di un percorso educativo di avanguardia, capace di rinnovarsi costantemente in risposta alle molteplici realtà socio-culturali in cui questa pedagogia si trova ad operare ed alle domande evolutive dettate dallo spirito del tempo.
Lo sviluppo armonico del bambino come centro di ogni attività didattica non può che essere conseguito tenendo conto dell’integrità della persona nei suoi aspetti corporei, emozionali e intellettivi. Questi ambiti si esprimono rispettivamente nelle funzioni relative alle sfere motoria, affettiva e cognitiva; le attività proposte vengono quindi indirizzate alle tre diverse facoltà di apprendimento in modo ritmico ed equilibrato. L’insegnante ha il compito di aiutare il bambino e poi il ragazzo nell’armonioso sviluppo di tutti i suoi elementi costitutivi, di favorirne la crescita e di aiutarlo ad affrontare e superare le difficoltà e gli ostacoli che via via gli si presentano.
Per rendere concreto ciò che questa pedagogia può suggerire, accenniamo, per esempio, al fatto che il bambino in età prescolare è un essere che assorbe tutto ciò che proviene dall’ambiente e dalle persone che lo circondano e che in quanto tale non è ancora in grado di discriminare e di difendersi: sensazioni, stimoli di varia natura, parole, penetrano nella sua interiorità. Tutto ciò lo influenza profondamente e lo plasma fin nel suo intimo.
In questa età spiegazioni verbali sono generalmente inutili: ciò che educa e forma veramente il bambino è il modo con cui l’adulto che gli sta vicino pensa, sente, parla ed agisce. Sia il gesto esteriore che l’atteggiamento interiore delle persone che lo circondano raggiungono il bambino e lasciano una profonda traccia nel suo linguaggio, nei suoi sentimenti, nel suo modo di pensare e di agire. Le conseguenze di ciò che viene assorbito si faranno sentire fino alla più tarda vecchiaia.
All’età di 6 – 7 anni si verifica nel bambino un grande mutamento interiore: forze di sviluppo, che nel periodo precedente erano state quasi esclusivamente impiegate per la corporeità, si rendono ora in parte disponibili anche per le attività intellettuali dell’imparare e del ricordare.
Allo scolaro tra i sette ed i quattordici anni il mondo e le conoscenze dovrebbero venire avvicinate prevalentemente attraverso il sentimento e la volontà: da qui la grande importanza che nelle scuole Steiner-Waldorf viene attribuita alle attività artistiche e manuali. Così facendo, vengono sviluppate nel tempo forze e capacità in lui ancora allo stato germinale. In tal modo si previene il rischio di un loro precoce indurimento, di un’anticipata cessazione della creatività, di una diminuzione delle forze complessive del giovane in un’età successiva, che un apprendimento legato prevalentemente allo strumento del pensiero intellettuale potrebbe causare.
Infatti con la pubertà si ha un ulteriore importante cambiamento nell’essere umano. Le capacità del pensiero logico, del ragionamento astratto e del giudizio individualizzato si manifestano ora sempre più prepotentemente e possono diventare il principale mezzo per il proseguimento dell’educazione. I ragazzi e le ragazze incominciano a porsi delle domande sul loro inserimento nel mondo e vogliono conoscere la vita sulla Terra anche nei suoi aspetti più pratici e concreti.
Il rapporto tra alunno e insegnante, improntato sul senso di una naturale autorevolezza, si trasforma: l’insegnante assume una posizione meno preminente, il numero dei docenti si accresce e l’alunno inizia a coltivare rapporti con più persone di riferimento. Si vuole avvicinare ai giovani il contenuto oggettivo del mondo, guardato nella sua rigorosa obiettività, senza per questo tralasciare di sviluppare le qualità della fantasia e dell’entusiasmo per l’elemento ideale.
La collaborazione fra genitori e docenti è il motore per la trasformazione delle indicazioni di base in Piani di Studio Personalizzati che consentano di sviluppare al massimo le potenzialità intellettuali e morali di ogni individuo e in Traguardi per lo sviluppo delle Competenze aderenti al tessuto socio-culturale in cui la scuola opera.
A tal fine la pedagogia Steiner-Waldorf, puntando sullo sviluppo dell’autonomia personale e del senso di responsabilità e cercando sempre la sintesi delle singole acquisizioni in reali “competenze”, si configura in linea con le più moderne concezioni educative. Infatti questo indirizzo pedagogico, che è ormai ben oltre la semplice fase sperimentale, avendo alle spalle quasi un secolo di esperienza in numerosi paesi, sempre con risultati apprezzabili, ha anticipato esperienze che da non molto emergono in cerchie più ampie: l’insegnamento di due lingue straniere fin dalla prima classe della scuola primaria, l’importanza attribuita alle materie artistiche e pratiche, l’assenza dei voti, sostituiti da approfondite valutazioni sul percorso dell’allievo, la continuità didattica ed educativa fra scuole di diverso grado (Infanzia – Primaria – Secondaria di Primo e Secondo Grado).

La scuola dell’infanzia

Nel bambino piccolo le tre facoltà del volere, del sentire, del pensare sono frammiste, quasi indistinte e vissute nell’ambito corporeo; la bontà, la bellezza e la verità, nonché i loro contrari, di ogni cosa e di ogni evento, sono per lui un tutt’uno. Nell’infanzia alle cose ed agli esseri ci si avvicina o da essi si rifugge a seconda che siano vissuti come buoni o cattivi.
Compito dell’educazione è quello di accompagnare gradualmente l’emancipazione di queste forze del bambino dalla sfera puramente organica, affinché il suo “io”, la sua individualità centrale, possa guidarle in età adulta secondo libertà. Mentre nell’animale i processi organici e la struttura degli organi ereditati danno luogo al comportamento proprio della specie, nell’uomo avviene il contrario: è il corpo che si adatta all’io.
Durante la prima infanzia, in relazione al modo in cui il bambino acquisisce la stazione eretta, la facoltà del linguaggio e del pensiero, si attua una liberazione graduale dai condizionamenti ereditati: si manifesta così l’individuo e non la specie.
Un’osservazione attenta può facilmente confermare come il bambino piccolo viva sempre nel movimento: assorbente più di una spugna, egli imita e accoglie tutto, senza selezioni, senza filtri, senza difese. Da qui l’enorme responsabilità morale degli adulti che gli vivono accanto: infatti il bambino non dispone di alcuna facoltà critica, di alcuna metodologia di giudizio per imparare a vivere e a discernere quello che va fatto da quello che è meglio non fare.
La tendenza della civiltà moderna, che vive nell’affanno e nell’accelerazione e dunque si trova costretta ad anticipare anche i ritmi naturali dell’essere umano, sta andando nella direzione di attivare al più presto nel bambino le forze dell’intelletto, cosicché “capisca”, si “renda conto” velocemente di come vanno le cose. Questa illusione deriva da una errata lettura della natura umana: l’intelligenza del bambino, infatti, nella prima infanzia non è orientata verso la comprensione intellettuale del mondo, ma si manifesta e agisce in quelle che normalmente noi chiamiamo “le forze della crescita” e che mai più, nel corso di tutta la vita, saranno così impegnate e organicamente presenti quanto nel primo settennio.
Rudolf Steiner fa notare che le forze che fino a 6-7 anni servivano per la crescita e la formazione della struttura corporea sono le stesse forze che in seguito verranno impiegate per le funzioni cognitive ovvero, per ciò che comunemente chiamiamo “apprendimento”.
Nel bambino vanno quindi primariamente comprese la natura volitiva (il fare), da un lato, e la fantasia, dall’altro. Proprio partendo da queste dimensioni dell’essere che gli sono consone, potrà in seguito appropriarsi, in modo sano, anche del pensare logico-astratto.
Nella scuola dell’infanzia è importante, allora, che ci siano maestri che si muovano e lavorino con gesti sempre pieni di senso e perciò imitabili, attenti ai ritmi della giornata, della settimana e delle stagioni dell’anno, importantissimi per il bambino che vive completamente effuso nel mondo. In fin dei conti, la scuola dell’infanzia è nata in base alle esigenze lavorative dei genitori, per cui la scuola dovrebbe cercare di offrire al bambino di questa età un ambiente il più possibile similare a quello familiare. I bambini nella scuola dell’infanzia Steiner-Waldorf non vengono divisi per età perché in questa fase di sviluppo è importante proprio la compresenza dei più grandi accanto ai più piccoli, così come accade normalmente nella vita.
È importante, allora, che la scuola dell’infanzia offra al bambino una regolarità nella scansione della giornata, ampia occasione di gioco guidato e libero per poter sviluppare le sue capacità motorie, sensorie e sociali, e la possibilità di compiere gesti ed attività per lui sensate accanto ad adulti che lo confermano e lo accettano pienamente nel suo essere, che si interessano a lui con veridicità, affetto e gioia. Queste azioni “per lui sensate” ingenerano sicurezza e rafforzano la volontà più di quanto si possa ottenere con spiegazioni verbali.
Particolare cura viene inoltre data a tutte quelle attività ed esperienze che permettono ai bambini di sviluppare le proprie facoltà sensoriali, favorendo così una sana percezione di sé e del mondo circostante, qualità fondamentali per ogni futuro apprendimento. Le esperienze visive, sonore, olfattive, tattili, di movimento, di linguaggio portate con calore, vitalità ed entusiasmo, accompagnano questo sano processo di maturazione.

Il primo ciclo di istruzione

Quando il bambino entra nell’età scolare, la capacità pensante inizia ad emanciparsi dalla vita puramente biologica. Il legame immediato ed imitativo del bambino col mondo gradualmente recede e lascia spazio a una nuova forma di rapporto con la realtà sempre più cosciente.
Dall’inizio del percorso scolastico fino alle soglie della pubertà (con momenti significativi che ad es. a 9 e 12 anni comportano passaggi di rilievo) l’essere umano guarda la realtà con gli occhi dell’artista: egli non classifica o giustappone con pedanteria gli elementi, ma osserva il mondo come fosse un unitario organismo vivente.
Per questi motivi la pedagogia Steiner-Waldorf procede dalla prima alla ottava classe contessendo d’arte le varie discipline: arte intesa non come una semplice aggiunta di attività musicali, recitative, pittoriche, di modellaggio, di scultura, di euritmia – che pure ci sono – ma soprattutto come arte insita nel modo stesso dell’insegnante di presentare le varie discipline.
Lavorare per immagini, rintracciare i fili che collegano le cose tra di loro e all’uomo stesso significa ritrovare ciò che le cose e gli esseri sono ed esprimono prima di venire catalogati, definiti, analizzati. Come la lingua madre si impara ben prima di studiare la grammatica, che pure ne costituisce lo scheletro, così tutte le discipline vengono proposte in modo creativo e ricco di immagini per giungere in un secondo tempo alla sistematizzazione scientifica.
Pur perseguendo gli obiettivi di apprendimento indicati nelle attuali disposizioni ministeriali, il raggiungimento di questi obiettivi è scandito in senso temporale a volte leggermente modificato, in base all’impianto pedagogico e le tappe evolutive del bambino.
La nostra pedagogia quindi tiene in considerazione la particolare qualità del pensare acquisita dall’alunno in ogni fase di crescita, affinché si instauri un colloquio fecondo per l’apprendimento fra insegnante e allievo.
Per tutto il percorso formativo i rapporti umani, sia con gli insegnanti sia con i compagni sono improntati allo sviluppo di un’armonica vita sociale. Pertanto nel bambino esiste una naturale capacità di interazione anche con i coetanei diversamente abili, facilitandone l’integrazione a tutti gli effetti, anche attraverso molteplici attività di carattere pratico, artistico, ludico. In questa ottica viene data molta importanza ad una disposizione ad accogliere ed integrare bambini provenienti da culture diverse, consci che l’opportunità offerta dall’interazione arricchisce il bagaglio culturale di tutti gli attori.
Essendo già l’essere umano, in questa fase evolutiva, un vero ecologista e anche un essere volto alla socialità e alla tolleranza, nella nostra scuola vengono potenziate tali naturali disposizioni per la formazione di una solida base atta allo sviluppo dell’educazione alla convivenza civile e alla cittadinanza attiva.

Finalità educative

Obiettivo della scuola SW, in linea con le nuove Indicazioni per il curricolo, è di “far nascere ‘il tarlo’ della curiosità, lo stupore della conoscenza, la voglia di declinare il sapere con la fantasia, la creatività, l’ingegno, la pluralità delle applicazioni delle proprie capacità, abilità e competenze.……. Solo se non si rinuncia ad educare istruendo si può mettere veramente a frutto l’unicità e l’irripetibilità di ogni singolo individuo. Solo così ogni persona può essere protagonista e costruire il proprio futuro in modi plurali, diversi ed innovativi” (Indicazioni per il Curricolo, MPI, Roma, settembre 2007, pag. 6).
Di fatto, la motivazione essenziale che sta a fondamento delle scuole Steiner-Waldorf è quella di poter garantire alla generazione in crescita un percorso formativo che permetta loro di sviluppare un pensiero libero e una volontà forte, per valorizzare le qualità e i talenti nel modo più poliedrico possibile, sostenere eventuali impedimenti e costruire un dialogo aperto con la cultura del tempo, onde raggiungere un inserimento produttivo del singolo nella società e di promuovere “la maturazione (del giovane) in termini di autonomia e responsabilità ai fini dell’acquisizione delle competenze chiave per l’esercizio della cittadinanza attiva” (Linee Guida, MPI, Roma, 21/12/2007, cap. 3).
La disposizione che ha un individuo di attingere dalle proprie sorgenti interiori dipende in larghissima parte dalle cure che gli sono state prodigate in gioventù da parte di educatori ed insegnanti. Compito fondamentale del nostro progetto pedagogico è dunque quello di coltivare le qualità individuali, rendendole feconde per la vita sociale.

La pedagogia Steiner-Waldorf si propone le seguenti finalità:

– Favorire l’iniziativa del singolo per il proprio sviluppo e potenziare la capacità di operare scelte consapevoli nell’immediato e nel futuro. Ogni insegnante dovrà quindi rivolgere la propria attenzione a tutti quegli aspetti cognitivi, affettivi, ed etici che concorrono alla formazione della personalità dell’allievo avendo cura di creare le premesse per un’armonica crescita del bambino e delle sue facoltà.

– Accompagnare gli alunni a conoscere in modo sempre più chiaro e approfondito il mondo in cui vivono fino alla comprensione delle relazioni socio-economiche.

– Consentire a tutti il raggiungimento di una solida preparazione di base e porre le premesse per l’ulteriore “educazione permanente”.

– Educare ad un concetto di cittadinanza basato su responsabilità, partecipazione, relazioni interpersonali intese nella accezione di solidarietà e di accoglienza nel rispetto della diversità dell’altro.

– Saper trarre dagli strumenti didattici a disposizione la potenzialità per realizzare il massimo beneficio dell’intervento educativo.

Caratteristiche didattiche generali

Le caratteristiche didattiche che contraddistinguono la nostra scuola sono:

1. La presenza di un insegnante di riferimento costante per tutti gli otto anni del primo ciclo di istruzione. Questa figura di riferimento primario per gli alunni della classe può realmente assistere alle varie fasi della crescita dell’alunno per un lungo arco di tempo, imparare a conoscerlo approfonditamente nel suo contesto biografico e rappresentare per lui e la famiglia una guida autorevole e alla quale rivolgersi con fiducia. Suo compito sarà inoltre quello di confrontarsi con gli altri docenti del Consiglio di Classe e coordinare insieme ad essi le attività didattico-educative da intraprendere per l’attuazione del Piano di Studi (curricolo).

2. Il Collegio dei Docenti, assieme al coordinatore delle attività pedagogiche e didattiche, si riunisce settimanalmente per valutare i processi di apprendimento degli alunni, il raggiungimento degli obiettivi della progettualità e delineare strategie ed interventi pedagogici da attuare.

3. L’insegnamento delle discipline di base viene impartito a periodi chiamati “epoche”: fin dalla prima classe della scuola primaria, le discipline principali non si susseguono giornalmente secondo un orario spezzettato, ma vengono proposte dall’insegnante una per volta nella prima parte della mattinata per un tempo continuativo che va dalle 3 alle 4 settimane (epoca di storia, di geografia, di matematica, di letteratura ecc.). Evitando la frammentazione si favorisce lo sviluppo della capacità di concentrazione, la comprensione, l’acquisizione e la padronanza da parte del bambino dei contenuti proposti.
Inoltre nell’ambito di ciascuna lezione, ogni disciplina è proposta in modo che siano sviluppati con cadenzata alternanza sia l’aspetto operativo sia quello affettivo-emozionale, sia quello cognitivo.
Dopo l’”epoca” principale, nella seconda parte della giornata si alternano tutti gli altri insegnamenti, comprese alcune ore di esercitazione di italiano e matematica, che vanno ad integrare l’insegnamento a epoche.

4. L’attiva partecipazione degli scolari viene sviluppata anche nella compilazione di appositi quadernoni, sotto la guida dell’insegnante, in cui confluiscono, in forma anche artistica, gli aspetti salienti dell’insegnamento. Negli ultimi anni del ciclo questi quaderni di classe sono arricchiti da dispense, testi e materiale bibliografico, opportunamente scelti per rendere gli alunni sempre più autonomi e responsabili nello studio.

5. La pedagogia steineriana prevede che all’allievo siano proposti una molteplicità di opportunità didattico-educative, tali da condurre ad un equilibrato sviluppo di tutte le sue potenzialità: musica strumentale, canto, danza, recitazione, pittura, disegno, modellaggio, lavori manuali, artigianali ed agricoli sono un esempio della ricchezza della proposta didattica.
In tal modo l’abituale diversificazione tra allievi intellettualmente dotati e meno dotati perde molta della sua importanza: ogni allievo, in qualche elemento della sua personalità, possiede delle doti ed è compito dell’insegnante, per mezzo della sua sensibilità e professionalità, scoprire e valorizzare qualità e capacità, grazie anche alla notevole varietà di discipline, evitando altresì un troppo precoce orientamento verso criteri selettivi. In questo senso l’insegnante organizza il lavoro in gruppi di coetanei, la cui pratica favorisce contemporaneamente il consolidamento delle competenze degli alunni più progrediti in certi ambiti e un lavoro inclusivo di sostegno e recupero in ciascun ambito dei più deboli. Agli alunni che evidenziano carenze in qualche materia, vengono proposte attività di recupero durante l’anno scolastico.

6. Sin dal primo anno della scuola primaria si inizia a far vivere i bambini lo spirito di due lingue straniere attraverso un approccio esclusivamente orale: canti, giochi, girotondi avvicinano con naturalezza e gioia i modi, le espressioni e le strutture formali che vengono assorbiti ed imitati dai piccoli con spontaneità, così come avviene per la lingua madre. Negli anni successivi vengono introdotte gradualmente la scrittura, la lettura e le strutture grammaticali e sintattiche in un processo che giunge alla conquista analitica dei contenuti.

7. Molta importanza viene data, nella pedagogia Steiner-Waldorf, a tutte le occasioni di incontro dell’intera comunità scolastica, per esempio le feste stagionali. Inoltre, quasi ogni mese, le varie classi, dalla I all’VIII, propongono a genitori e compagni rappresentazioni artistiche di vario genere (musicali, recitative, ginniche …), rendendoli partecipi del lavoro svolto nelle lezioni.
Tali incontri vogliono avere la funzione di sviluppare un sano senso sociale, creando nei presenti un vero interesse per l’attività e la creatività degli altri.
I più giovani, di fronte all’esibizione degli allievi più grandi, sono pieni di ammirazione e sentono che anche loro, un giorno, saranno in grado di fare altrettanto; i più grandi possono rivivere esperienze significative del passato.

La valutazione

La valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti e del comportamento degli alunni e la certificazione delle competenze acquisite viene fornita attraverso un documento di valutazione elaborato a livello nazionale dalla Federazione delle scuole Steiner-Waldorf in Italia in linea con le disposizioni ministeriali.
I genitori ricevono periodicamente una relazione che riguarda il comportamento e i progressi del bambino in ogni ambito: non si fa quindi una semplice valutazione di merito o di rendimento, ma si cerca di inserire questi aspetti, come sfondo di una considerazione più generale dello sviluppo dell’allievo.
Nei primi anni di scuola, al bambino viene consegnata una breve storia o una poesia che, con un linguaggio di fantasia, rispecchia metaforicamente il suo carattere, i talenti, le qualità e fornisce piccoli suggerimenti che in prospettiva lo aiutino a progredire.
Il documento di valutazione ufficiale, destinato nei primi anni solo ai genitori, viene condiviso con il ragazzo a partire dai 12 anni.

Una scuola laica

L’anelito alla libertà è un elemento fondamentale nella vita di una scuola Steiner-Waldorf. Il rispetto della altrui libertà di scelta è solo uno degli aspetti in cui tale aspirazione si esprime.
Una prova evidente di tale atteggiamento è la posizione di fronte all’insegnamento della religione: la scelta in merito viene lasciata ai genitori, gli unici che ne abbiano il diritto. I genitori decidono cioè in quale confessione religiosa i loro figli debbano essere istruiti.
Nella scuola Steiner-Waldorf possono essere presenti e rappresentate tutte le culture e tutte le religioni, senza preclusioni di sorta. Si è anzi consapevoli di quanto sia importante coltivare un sano ed universale senso del sacro, e che proprio dall’incontro del maggior numero possibile di correnti religiose e culturali possono sorgere germi fecondi per il futuro.
Questo “essere aperta” della scuola Steiner-Waldorf rispetto al tema della laicità è dimostrato con chiarezza dalla sua presenza in tutte le aree del mondo.

La formazione degli insegnanti

La premessa di una scuola che ha come principale finalità l’educazione permanente dell’essere umano è quella di un’approfondita preparazione degli insegnanti.
A tale scopo sono stati istituiti specifici corsi di formazione biennali o triennali, che abilitano all’insegnamento nelle scuole SW in tutto il mondo. In tali corsi è previsto lo studio dell’antropologia di R. Steiner, come base della pedagogia, della didattica e del metodo di insegnamento nelle varie fasi evolutive. Parte integrante dei corsi sono l’approfondimento delle attività artistiche e manuali, nonché periodi di tirocinio presso scuole Steiner-Waldorf in Italia e all’estero.
In Veneto, presso Oriago di Mira (VE) è attiva dal 1991 un centro stabile di formazione per insegnanti: l’Accademia “Aldo Bargero”, che ha ricevuto da qualche anno l’accreditamento presso il MPI dei propri insegnanti formatori.
Alla formazione iniziale segue un costante lavoro di ricerca ed aggiornamento promosso dal Collegio Docenti di ogni singola scuola, dalle associazioni regionali e dalla Federazione nazionale.

La Struttura della Scuola

L’insieme di bambini, genitori e insegnanti forma l’organismo scolastico. Affinché l’allievo possa raggiungere una giusta formazione e preparazione è necessaria una stretta collaborazione tra scuola e famiglia. L’incontro degli insegnanti e dei genitori poggia sulla comprensione dei diversi ruoli educativi, sul rispetto reciproco e sul dialogo. Insegnanti e genitori sono coinvolti anche nei confronti dei compiti culturali che la scuola svolge nell’ambito sociale in cui opera, organizzando conferenze, dibattiti, spettacoli, feste, corsi artistici, ecc. Questa esperienza della comunità scolastica, che insegnanti e genitori possono creare insieme con sempre rinnovato entusiasmo, può diventare un esempio di vita sociale molto importante anche per gli allievi della scuola.

Struttura sociale

Fu essenzialmente un impulso sociale a condurre, nel 1919, alla fondazione della prima scuola Waldorf a Stoccarda. Ancora oggi, dopo quasi novant’anni, lo stesso impulso sociale muove i genitori e gli amici che hanno a cuore la sorte delle scuole steineriane in tutto il mondo. Di conseguenza vengono accolti bambini di ogni ceto sociale, di ogni posizione religiosa, politica o economica dei genitori.
La responsabilità della gestione finanziaria ed economica della scuola compete ai genitori degli allievi, che si costituiscono in una Associazione senza fine di lucro, la quale rappresenta la scuola anche da un punto di vista giuridico.
Per consentire la frequenza anche ai bambini provenienti dalle famiglie meno abbienti, sono promosse dai membri dell’associazione varie iniziative di solidarietà.
Al Consiglio Direttivo dell’associazione sono delegati poteri per tutti gli atti relativi alla gestione economico-organizzativa e giuridica della scuola.
Le scuole Steiner-Waldorf vivono grazie all’impegno e la disponibilità dei singoli individui che ne condividono e sostengono l’ideale pedagogico.

Organizzazione delle scuole Steiner-Waldorf

Le scuole Steiner-Waldorf sono enti senza scopo di lucro. In Italia hanno ragioni giuridiche varie, dalla semplice associazione, all’APS, all’ONLUS alla Cooperativa. Vivono e svolgono le loro attività grazie alla collaborazione tra:

– Collegio degli Insegnanti, organo di riferimento per tutte le attività pedagogiche e culturali della scuola;
– Assemblea dei Genitori, i quali portano la responsabilità della parte economica attraverso la loro adesione ad una associazione senza scopo di lucro e le iniziative che realizza per reperire fondi;
– Consiglio di Amministrazione, che è l’organo di riferimento per tutte le incombenze giuridiche ed amministrative.

Figure istituzionali

– Gestore o Rappresentante Legale: eletto dall’Assemblea generale, è la persona di riferimento per tutti gli aspetti legali connessi all’attività dell’Istituto, nei confronti degli Enti pubblici o privati, o di terzi in genere.

– Coordinatore delle attività educative e didattiche: nominato dal Gestore o Rappresentante Legale in accordo con il Collegio degli Insegnanti, è il responsabile dell’attività didattica, in particolare degli elementi correlati alla sua formalizzazione, quali il coordinamento dei Consigli di classe, la strutturazione dell’orario delle lezioni, ecc.

Figure interne al Collegio degli insegnanti

– Coordinatore del Collegio: designato dal Collegio degli insegnanti, predispone l’attività di questo organo, fissandone ordine dei lavori, scelta degli studi e approfondimenti di tematiche pedagogiche. Redige i verbali delle sedute.